opere in mostra

Opere in mostra

 

Bartolomeo Bettera - Composizione con strumenti musicali, sfera armillare e libro

Composizione con strumenti musicali, sfera armillare e libro
Composizione con strumenti musicali, sfera armillare e libro

BARTOLOMEO BETTERA

(Bergamo, 1639 - notizie fino al 1699)
 

Composizione con chitarra, liuto attiorbato, tromba, violino con archetto, spinetta, mandola, viola da gamba, sfera armillare, stipo, fogli con annotazioni musicali e libro, 1660-1670
olio su tela, 102 × 145 cm collezione privata
Esposizioni: 2008, Bergamo, Bartolomeo Bettera, n. 5.
Bibliografia: L. Ravelli, in Bartolomeo Bettera 2008, pp. 44-47, n. 5.

Su un tavolo coperto da una tovaglia verde bottiglia col bordo decorato da ricami di color oro sono disposti, solo apparentemente in maniera casuale, vari strumenti, oggetti e fogli con annotazioni musicali. Il punto di vista frontale e abbastanza ravvicinato pone in risalto le qualità materiali, cromatiche e tattili dei vari “attori” messi accuratamente in posa sul palcoscenico: da sinistra verso destra incontriamo la chitarra con intarsi in avorio appoggiata sopra un foglio di musica, il liuto con la pancia ricoperta da una sottile coltre di polvere sotto il quale si scorge un archetto, la tromba di ottone che scintilla di riflessi luminosi, affiancata dal violino rovesciato, e la spinetta che funge da appoggio alla mandola bicroma. Oltre questa “prima linea” di strumenti osserviamo, sulla sinistra, una lanterna e un libro dalla coperta sdrucita (Dello Specchio di Scientia Universale dell’Eccellente Medico, & Cirurgo M. Leonardo Fioranvanti, stampato la prima volta a Venezia nel 1564 dall’editore Vincenzo Valgisi) appoggiato sopra uno stipo intarsiato che copre metà della cassa armonica di una viola da gamba. Il suo manico, che delinea una direttrice orizzontale parallela al bordo del tavolo, interseca quello del liuto attiorbato in corrispondenza del lato superiore diagonale della spinetta, conducendo l’occhio del riguardante verso l’ultimo piano dove svetta la sfera armillare. Il sontuoso e prezioso tendaggio verde e rosso con ricami floreali dorati incornicia la parte superiore della rappresentazione, pronto a calare come un sipario sulla spettacolare composizione messa in scena dal pittore. Ampliando il canonico repertorio oggettuale di Baschenis, rinnovando le sue rigide strutture impaginative aggiornandole in chiave barocca, e proponendo un nuovo modo di proiettare la luce sugli strumenti musicali, Bettera cerca di emanciparsi progressivamente dalle formule tipiche del grande Prevarisco affermando un proprio ductus stilistico e una personale visione della natura morta “musicale”. Come ha già osservato correttamente Ravelli, la nostra tela mostra analogie e affinità non solo a livello stilistico ma anche compositivo con diversi autografi di Bettera, tra cui le tele raffiguranti Fogli con annotazioni musicali, spinetta, flauto a becco, liuto, violino, chitarra, mandola, stipo e globo celeste (Rosci 1985, III, n. 121) e Liuto attiorbato, mandola, chitarra, spinetta, violino, flauto a becco, stipo con intarsi in avorio, mappamondo e orologio (Rosci 1971, p. 140, n. 122). Nonostante a oggi non si conoscano lavori firmati o datati risalenti alla prima fase della carriera dell’artista, i due dipinti appena citati sono stati collocati dalla critica specialistica al decennio 1660-1670, datazione che verosimilmente va estesa anche all’opera in esame.

Davide Dotti

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