opere in mostra

Opere in mostra

 

Gaspard Dughet - Veduta dell'Eremo di Camaldoli presso Frascati

Veduta dell’eremo di Camaldoli presso Frascati
Veduta dell’eremo di Camaldoli presso Frascati

GASPARD DUGHET

(Roma, 1615-1675)
 

Veduta dell’eremo di Camaldoli presso Frascati, 1670-1675
olio su tela, 73 × 95,5 cm Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AF01553AFC
Esposizioni: 2017, Cremona, Lo sguardo sul mondo, n. 10.
Bibliografia: A. Spiriti, in Le collezioni d’arte 1998, pp. 245-246, n. 119.

Il dipinto fu acquistato a Londra nel 1988 per la sede di Cariplo nella capitale inglese, insieme al Paesaggio con la Villa Adriana di Tivoli di Richard Wilson. In occasione della vendita fu presentato uno scritto di Michael Bellamy in cui si propone l’attribuzione a Dughet. La scheda relativa all’opera redatta nel volume realizzato dalla Fondazione Cariplo nel 1998 conferma il riferimento all’artista dal nome francese, ma di fatto italiano, essendo nato a Roma nel 1615 e vissuto sempre in Italia. Proprio la campagna romana fu il tema dominante delle sue opere, nelle quali i riferimenti al paesaggio reale si compenetrano con interpretazioni idealizzanti di un mondo bucolico: è questo aspetto un filo conduttore che accomuna la produzione di molti artisti italiani e foresti, per almeno un secolo, dalla metà del Seicento al nascere del Neoclassicismo. Rispetto ai maestri di Dughet, in primis Paul Brill e Poussin, di cui era cognato, la fedeltà al reale si fa più stringente: in questo caso è ben riconoscibile il monastero di Camaldoli, nei pressi di Frascati, immerso nella fiorente vegetazione boschiva dei Castelli, edificato agli inizi del Seicento grazie agli auspici di papa Paolo V. Appare consueta la frequentazione del romitorio da parte dei membri delle maggiori famiglie romane, e nel 1656 la regina Cristina di Svezia, convertita al cattolicesimo, poté visitarlo grazie a una speciale dispensa. L’artista inserisce la veduta dell’eremo in un ambiente pastorale, con la consueta scena di genere dei due contadinelli che intrecciano un dialogo amoroso. Come ben nota Andrea Spiriti, esiste la concreta possibilità che l’opera sia stata commissionata dal cardinale Luigi Alessandro Omodei, frequentatore dell’eremo: infatti il dipinto figurerebbe negli inventari della collezione Omodei, dispersa dopo l’estinzione della casata, all’inizio del Settecento. Questo fattore potrebbe essere determinante per giustificare una adesione assolutamente fedele alla descrizione del paesaggio, tanto da anticipare la pittura di veduta. In ogni caso la tela presenta significativi contatti con opere autografe di Gaspard Dughet realizzate intorno al 1670, come il Paesaggio presso Roma, conservato presso The Fitzwilliam Museum di Cambridge, il Paesaggio nella campagna romana dell’Ashmolean Museum di Oxford o l’analogo Paesaggio della Richard L. Feigen Collection di New York.

Domenico Sedini

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