opere in mostra

Opere in mostra

 

Giacomo Manzù - Pastorale (Lituus pastoralis)

Pastorale (Lituus pastoralis)
Pastorale (Lituus pastoralis)

GIACOMO MANZÙ

(Bergamo, 1908 - Ardea, Roma, 1991)
 

Pastorale (Lituus pastoralis), 1967
argento, 185 × 11 × 18 cm firmato in basso: “MANZÙ” Bergamo, Seminario Vescovile Giovanni XXIII
Bibliografia: Capovilla, Zanella 1996, p. 112-113; Milesi 2001, p. 147; Capovilla 2013, p. 21.

Il pastorale, in argento, è stato realizzato in occasione dell’ordinazione episcopale di monsignor Capovilla avvenuta il 16 luglio 1967. Si compone di quattro elementi tubolari che si connettono tra loro con incastro a vite. È conservato smontato all’interno di una scatola appositamente concepita. Attraverso quest’opera Manzù rende omaggio all’ecclesiastico conosciuto negli anni in cui l’artista era in contatto con papa Giovanni XXIII. Monsignor Capovilla è infatti stato il segretario particolare di Angelo Giuseppe Roncalli dal 1953 fino al 1963, anno della morte del pontefice. Realizzato in argento fuso, il pastorale presenta una decorazione semplice e nello stesso tempo dal forte impatto scultoreo. Concepita come una lunga canna di bambù, l’opera culmina con un motivo a ramo d’ulivo e con due piccole sculture raffiguranti un Ecce Homo e papa Giovanni XXIII in preghiera. È lo stesso Manzù a descrivere la decorazione a monsignor Capovilla in una lettera datata 14 luglio 1967, da cui si evince chiaramente che i motivi ornamentali del pastorale furono richiesti proprio dall’ecclesiastico: “A Sua Eccellenza Capovilla, consegno il Pastorale modellato in cera e fuso in argento nel mio studio, nel luglio 1967. Dichiaro che la lega dell’argento è a 800/1000 e che il peso è di grammi 2800. Il tema, come da sue indicazioni, è l’Olivo per la Pace, il Cristo per la preghiera e Papa Giovanni per l’obbedienza. Inoltre porta la scritta ‘Obbedienza e Pace’. Sulla base invece, è impressa la mia firma che indica la mia amicizia. Tutto viene conservato in un astuccio con la scritta ‘Pacem in terris’ sul coperchio” (Capovilla, Zanella 1996, p. 112). Sul secondo elemento tubolare lo scultore inserisce l’iscrizione “OBOEDIENTIA ET PAX” che era il motto di papa Giovanni XXIII. Nella parte inferiore il pastorale si caratterizza per gli ornamenti più semplificati collocati nei punti di giuntura. La scelta di raffigurare l’oggetto come una canna di bambù ha significato simbolico ben preciso, esattamente come il resto dell’apparato decorativo, espressamente dichiarato da Capovilla su un pieghevole e riportato all’interno del carteggio tra il cardinale e lo scultore: “La canna di bambù simboleggia non la rigidità del potere, ma la fragilità umana del pastore, e la sua flessibilità nel comprendere i segni dei tempi. L’olivo rappresenta e annuncia la Pace. Il Cristo, ignudo con le mani legate, indica la sofferenza redentrice e liberatrice. Papa Giovanni testimonia la forza rivoluzionaria della fedeltà e obbedienza interiore alla parola di Dio, alla propria vocazione profetica nel servizio alla Chiesa e all’umanità intera” (Capovilla, Zanella 1996, p. 112).

Valentina Raimondo

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