opere in mostra

Opere in mostra

 

Intagliatore del Regno di Sicilia - Madonna con il Bambino

Madonna con il Bambino
Madonna con il Bambino

INTAGLIATORE DEL REGNO DI SICILIA

Madonna con il Bambino (Madonna del Latte) nel basamento Adorazione dei magi, devoto, devota, secondo quarto del XVI secolo
legno intagliato con tracce di policromia, 184 × 65 × 44 cm collezione privata
Bibliografia: inedito.

La figura è ricavata in un unico massello, scavato nella parte posteriore e chiuso con un pannello; l’intaglio era completato da parti modellate che interessavano il volto della Vergine (gli occhi e le palpebre erano inseriti nelle orbite scavate; quelle attuali sono di restauro) e alcune parti aggettanti del panneggio. Le parti meglio conservate, come le sensibili mani e il Bambino che si agita con inconsueta vivacità, mostrano un buon livello di esecuzione. La statua presentava una veste dorata e il manto decorato a estofado de oro (individuabili solo grazie alla documentazione fotografica). La pulitura eseguita da Alberto Sangalli nel 1995 ha restituito tracce frammentarie di una prima e più semplice stesura pittorica di colore rosso in corrispondenza della veste e blu con fodera verde per il manto. Su questa base, si può ipotizzare che la statua sia stata oggetto di un intervento di adeguamento la cui estensione non è più possibile valutare. La statua è stata acquistata negli anni settanta sul mercato antiquario fiorentino con un riferimento a Francesco Laurana che suggerisce di orientare le ricerche verso la produzione scultorea del Regno di Sicilia. L’impostazione della figura riprende un modello non lontano dalla Madonna della Neve di Antonello Gagini (Palermo, Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas, datata 1516); simili appaiono l’impostazione della Vergine, i gesti delle mani sensibili e soprattutto la figura compatta del Bambino, che ancora risente dei modelli di Domenico Gagini e di Francesco Laurana. Il panneggio si stempera in ampie asole appena segnate da pieghe, e sembra riflettere l’evoluzione successiva dello scultore, come documentano la Madonna del Buon riposo (dalla chiesa di Santa Maria dello Spasimo a Palermo, ora nella Galleria Nazionale della Sicilia, Palazzo Abatellis) del 1528 o la Madonna della Consolazione in San Benedetto a Caltabellotta, del 1535, opera di collaborazione. La statua è montata su una base pentagonale irregolare costruita assemblando tavole di dimensioni irregolari, che presenta sul fronte l’Adorazione dei magi e ai lati due devoti. Questa particolare tipologia trova un puntuale riscontro nello scannello scolpito adottato nella bottega dei Gagini (si vedano ad esempio la Madonna con il Bambino di Domenico Gagini, Siracusa, duomo) e di Francesco Laurana (Madonna della Neve, 1471, Noto, chiesa del Santissimo Crocifisso; Madonna della Grazia, 1472, Palazzolo Acreide, chiesa dell’Immacolata), elaborato nella bottega di Antonello e sostituito nella seconda metà del Cinquecento da tavole dipinte. Le più recenti ricerche sulla scultura in legno in Sicilia (per le quali si vedano almeno Russo 2009 e Russo 2012, pp. 33-39) hanno evidenziato fenomeni di imitazione di modelli gaginiani in legno tra XVI e XVIII secolo. Il fenomeno è comune nell’area occidentale, intorno a Palermo (Cuccia 2012, pp. 59-62), e in quella orientale, intorno a Messina (Chillé 2012, pp. 326-327). La statua in esame sembra imitare quei modelli piuttosto che inserirsi nell’elaborazione della bottega gaginiana. In attesa di un necessario approfondimento anche attraverso una verifica delle peculiarità tecniche emerse durante il restauro del 1995, il riferimento a un intagliatore attivo nel Regno di Sicilia nel secondo quarto del XVI secolo può essere utile per un primo orientamento della ricerca.

Marco Albertario

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