opere in mostra

Opere in mostra

 

Luigi Deleidi, detto il Nebbia - Gli spalti di Sant’Agostino con esercitazioni di truppe austriache

Gli spalti di Sant’Agostino con esercitazioni di truppe austriache
Gli spalti di Sant’Agostino con esercitazioni di truppe austriache

LUIGI DELEIDI (detto IL NEBBIA)

(Bergamo, 1784-1853)
 

Gli spalti di Sant’Agostino con esercitazioni di truppe austriache, 1815-1820
olio su tela, 108 × 149 cm Bergamo, Accademia Carrara, inv. 1207
Esposizioni: post 1820, Bergamo, Caffè degli Amici; 1990, Bergamo, Silvio Spaventa politico e statista dell’Italia unita, n. 1; dal 1997 in esposizione presso il complesso della Rocca del Museo delle Storie di Bergamo.
Bibliografia: M. Lorandi, in Silvio Spaventa 1990, pp. 527- 529; M. Lorandi, in I pittori bergamaschi 1993, pp. 145-179; Accademia Carrara 2005, pp. 120-121.

L’opera nasce en pendant con Veduta di Piazza Vecchia (I dipinti dell’Ottocento 2005, ill. p. 120) a raffigurare due noti luoghi di Bergamo, che aveva al tempo nell’antico nucleo sul colle il suo centro politico, civile e religioso, mentre l’abitato si estendeva verso il piano lungo i borghi, sedi di attività manifatturiere e commerciali. Deleidi, scenografo e decoratore, maturò una personale modalità paesistica ben espressa nel dipinto: paesaggi urbani e naturali, vedute prospettiche, scene quotidiane e note atmosferiche confluivano in composizioni ariose dal vero, caratterizzate da tonalismo diffuso, luminismo ed emozionalità pre-romantica (M. Lorandi, in I pittori bergamaschi 1993). Al di là degli intenti dell’autore, che non eseguì pittura di storia, i due dipinti e in particolare quello relativo agli spalti sono rilevanti per delineare le vicende politiche e urbanistiche di Bergamo. L’aquila bicipite sulla porta di Sant’Agostino, il complesso della Rocca, la sede della guarnigione e le esercitazioni militari esemplificano la connotazione degli edifici e degli spazi effettuata dalle autorità austriache per dichiarare presenza e potere (Bergamo durante la Restaurazione era nel Regno Lombardo-Veneto). La lettura diacronica di edifici e spazi consente oggi di cogliere la persistenza di questa prassi al variare delle forme istituzionali, pur con l’adozione di linguaggi differenti. Viene rappresentato da Deleidi solo un tratto delle mura cinquecentesche, adeguato comunque ad attestarne sia l’innovativa struttura a linea spezzata voluta dai veneziani, sia la valenza di elemento caratterizzante la forma urbis. Persa la funzione militare, la cortina e le aree adiacenti nel primo Ottocento marcarono i confini di due zone cittadine e tornarono a usi rurali e civili, divenendo anche scenario di vita sociale, meta di viaggiatori e soggetto di vedute. La prospettiva ascendente del dipinto restituisce la citata centralità del nucleo urbano sul colle. Tuttavia l’accurata rappresentazione della strada verso il piano, attorniata da chiese e abitazioni, animata da scene di “cronaca specialmente umile del giorno, dell’ora, della stagione” (M. Lorandi, in I pittori bergamaschi 1993, p. 154), accenna al processo di estensione e riqualificazione di Città Bassa allora in fase iniziale, processo che si sarebbe attuato nei decenni post-unitari e avrebbe conferito all’area ruolo e funzioni di nuovo centro. Proprio la strada sterrata presso porta Sant’Agostino, costruita nel 1838 dalle autorità austriache, sarebbe divenuta l’asse portante di tale sviluppo e l’essenziale collegamento fra le due parti di Bergamo.

Adriana Bortolotti

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