opere in mostra

Opere in mostra

 

Angelo Pietrasanta - La lettrice

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ANGELO PIETRASANTA

(Codogno, Lodi, 1834 - Milano, 1876)
 

La lettrice, 1870 circa
olio su tela, 30 x 20 cm
collezione privata

Allievo di Francesco Hayez all’Accademia di Brera, per­fezionatosi tra Firenze e Roma tra il 1858 e il 1861, dopo essersi distinto con una serie di quadri storico-let­terari, dal 1870 Pietrasanta si dedica soprattutto al ritrat­to e a una pittura di genere incentrata sulla figura fem­minile, spesso raffigurata mentre legge o con un libro tra le mani. Un soggetto destinato a godere di notevole fortuna in ambito lombardo, interpretato da molti ar­tisti, tra i quali anche Eleuterio Pagliano e Bartolomeo Giuliano, che condividono con il pittore l’impresa del­la decorazione ad affresco dell’ottagono della Galleria Vittorio Emanuele a Milano nel 1867.

A questo momento di passaggio verso la definizione di una nuova ricerca tematica ed espressiva potreb­be risalire la piccola e preziosa opera in mostra, qui presentata con il titolo puramente descrittivo, La let­trice. Plausibilmente si tratta di un modelletto per una composizione di soggetto storico, come suggeriscono l’ambientazione rinascimentale e l’abito di seta lucente della dama, accostabile alla nobildonna Giulia Raselli nel Cola di Rienzo nel punto che sente dal popolo gridarsi traditore (1862, Milano, Pinacoteca di Brera), come pure a Lucrezia Borgia, ritratta a figura intera in una gran­de tela di collezione privata e nella vasta composizione storica I Borgia, presentata a Brera e, in seguito, all’E­sposizione Nazionale di Parma del 1870, quale estremo tributo di Pietrasanta a un settore tematico entrato in una crisi irreversibile. Rispetto ai precedenti, tuttavia, il dipinto si distingue per la freschezza esecutiva nella
resa pittorica, l’effetto cangiante della luce sui tessuti e la libertà di tocco. Anche la ciocca di capelli sciolta sulla fronte della protagonista contribuisce a conferire all’immagine il carattere spontaneo e naturale di uno studio, forse condotto dal vero in atelier con l’ausilio di abiti e arredi antichi.

Agli anni attorno al 1870 risale la perduta Leggitrice, eseguita su commissione dell’industriale tessile Ercole Turati, mentre è datato 1875 il Ritratto di dama in co­stume settecentesco (Codogno, Raccolta d’Arte “Carlo Lamberti”) che raffigura una modella molto somiglian­te a quella del quadro in mostra. Rientra in questa acce­zione di gusto, disimpegnata e decorativa, anche la serie degli acquerelli con personaggi femminili in costume — divisa tra la Pinacoteca Ambrosiana e la Raccolta Lamberti —, come pure le “elegantissime figure di don­ne Louis XIV emigrate a Londra, a Parigi, a Nizza” per il tramite del mercante parigino Alphonse Goupil (Marubbi 1992, p. 50), oltre agli otto medaglioni con lo stesso soggetto destinati a villa Oppenheim a Firenze, dove Pietrasanta era impegnato nei lavori di decorazio­ne nel 1872. Altre opere di ispirazione neo-settecente­sca sono documentate dalle fotografie donate da Alice Vigo alla Biblioteca Ambrosiana nel 1932.

La ricerca del pittore prosegue con esiti espressivi origi­nalissimi nella produzione estrema, cui appartengono La lettrice della Raccolta Lamberti, superba nell’accensione cromatica e nella materia pittorica franta, e l’Amazzo­ne “svelta e quasi boldiniana”, ammirata da Vincenzo Bucci alla mostra commemorativa del pittore allestita a Codogno nel 1934.

Elena Lissoni

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