opere in mostra

Opere in mostra

 

Bartolomeo Guidobono - Allegoria della Primavera

23 Guidobono AF 1493 pixel
23 Guidobono AF 1493 pixel

BARTOLOMEO GUIDOBONO

(Savona, 1654 - Torino, 1709)
 

Allegoria della Primavera, 1705-1709
olio su tela, 190 x 176 cm Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AF01493AFC
Esposizioni: 2014-2015, Milano, Da Tiepolo a Carrà, n. 4. Bibliografia: S. Zuffi, in Tesori d’arte 1995, n. 139, p. 81, ili.; A. Spiriti, in Le collezioni d’arte 1998, n. 146, pp. 282-284, ili.; Bona Castelletti s.d., pp. 14-15.

Il dipinto fu acquistato nel 1985 dal collezionista ge­novese Aldo Zerbone, che nella lettera in cui segna­lava l’opportunità dell’acquisto proponeva il nome di Bartolomeo Guidobono, pittore savonese che in col­laborazione col fratello Domenico fu attivo prima in Liguria poi a Torino.

La letteratura successiva, fatta eccezione per Bona Castelletti, concorda nell’attribuzione; occorre pe­raltro notare come nella recente monografia di Mary Newcome Schleier l’opera non risulti pubblicata. Si tratta comunque di un dipinto senza dubbio autografo: ci troviamo anzi di fronte a una fra le più alte espres­sioni di Guidobono, maggiormente prolifico in opere di grandi dimensioni, affreschi e teleri che nell’attività dedicata alla produzione di opere da cavalletto.

Il dipinto si pone nella produzione della maturi­tà, quando a Torino, in qualità di pittore di corte dei Savoia, stimolato dagli esempi della pittura d’Oltralpe, i suoi soggetti si arricchiscono di dettagli eleganti e di
una leggerezza compositiva che prelude al trionfo del rococò. I rapporti più convincenti legano il nostro di­pinto a quelli dell’Appartamento di Madama Felicita a Torino, come propone Spiriti, nonché alle due tele in collezione privata Dafne appare a Endimione dormiente e Giove nelle sembianze di Diana con Callisto. La super­ba fattura, arricchita dall’uso di colori tenui e delicati passaggi chiaroscurali, dovrebbe condurre all’ipotesi per cui l’opera sia stata realizzata per una committenza ufficiale, magari per un membro della famiglia reale. Sempre Andrea Spiriti propone un’interpretazione iconografica rara e avvincente, ovvero Persefone incoro­nata da Trittolemo, una scelta erudita che ben collime­rebbe con la qualità del dipinto. Potrebbe anche co­stituire la rivisitazione del più comune tema diVenere che si agghinda con l’aiuto di Amore: il rapporto com­plice degli sguardi mi farebbe propendere per questa lettura. E proprio il soggetto trattato in maniera così accattivante, insieme alla cura compositiva, all’insisten­za nella descrizione dei dettagli, fanno dell’Allegoria della Primavera uno fra i capolavori della collezione di Fondazione Cariplo, in cui sembra cogliersi, nel­lo sguardo malinconico della dea, la consapevolezza di una felicità fugace, di una vita destinata ad avviar­si, lungo la prospettiva del viale alberato, a un finale dall’esito indefinito.

Domenico Sedin

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