opere in mostra

Opere in mostra

 

Ettore Archinti - Testa di vecchia con gli occhiali

22 Archinti SIGNORA OCCHIALI pixel
22 Archinti SIGNORA OCCHIALI pixel

ETTORE ARCHINTI

(Lodi, 1878 - Flossenbùrg, Germania, 1944)
 

Testa di vecchia con gli occhiali, 1911 circa
bronzo, 45 x 23 x 32 cm Lodi, Museo Ettore Archinti (in deposito dal Comune di Lodi)
Esposizioni: 1945, Lodi, Ettore Archinti (senza catalogo); 1965, Lodi, Mostra Commemorativa, n. 24 (gesso); 1978, Lodi, Ettore Archinti, s.n.; 2015, Lodi, Museo Ettore Archinti, Ettore Archinti. Materia semplice (senza catalogo). Bibliografia: Mostra Commemorativa 1965, n. 34; Ettore Archinti 1978, s.n.p.; Ongaro 1987, pp. 17,104-105; Ongaro 1994, pp. 36-37,44,141,147,150,157.

Il 23 maggio 1911 inaugurò a Lodi, presso le sale di Palazzo Barni, la prima e unica mostra personale di Ettore Archinti, promossa da un comitato presieduto da Ernesto Bazzaro. L’ampia esposizione, che raccoglieva circa ottanta opere, fu accolta con grande entusiasmo dalla stampa locale e fu visitata da più di quattromila visi­tatori paganti in soli dodici giorni di apertura. Il pubbli­co, inoltre, fu invitato a esprimere la propria preferenza sul miglior lavoro esposto attraverso un Votometro popo­lare, ima cabina progettata per l’occasione dall’ingegner Siro Ferrari. La scultura che risultò vincitrice, Maestro Agnelli, fù offerta in dono dall’artista al Museo Civico di Lodi (Arensi 2015, pp. 29-30).

Pochi mesi prima dell’esposizione, una domenica di marzo del 1911, Ettore Archinti aveva invitato nel suo studio alcuni amici, tra i quali Ernesto Bazzaro, suo in­segnante durante gli studi alla Scuola degli Artefici di Brera, che ne elogiò le opere: “la tecnica, audace qualche volta nella voluta indeterminatezza del contorno, dà alle teste una vita insolita che raggiunge notevole altezza in una testa di vecchia cogli occhiali piena di movimen­to e di espressione” (Con Ernesto Bazzaro nello studio di Ettore Archinti, in “Corriere dell’Adda, 12 marzo 1911, in Ongaro 1987, pp. 36-37).

La descrizione di Bazzaro si adatta perfettamente alla scultura qui esposta sia per l’audacia con cui Archinti raggiunge una qualità “pittorica” nel modellato, sia per lo scavo psicologico della figura, colta con lo sguardo fisso in un istante di saggia consapevolezza. I contorni indeterminati e la materia vibrante derivano dai modelli della Scapigliatura, riletti alla luce della lezione impres­sionista di Medardo Rosso, soprattutto nella tensione esistenziale che la figura esprime.

Probabilmente Testa di vecchia con gli occhiali fu tra le ope­re esposte alla mostra di Palazzo Barni nel 1911: è vero­simile che la scultura facesse parte del “gruppo di Santa Chiara”, questo il nome dell’ospizio cittadino dei vecchi, dove Archinti trasse ispirazione per una serie di ritratti dei ricoverati.

Soltanto due anni dopo, nel 1913, lo scultore vinse il pre­stigioso concorso Tantardini con Forse è meglio che tu non veda, attualmente custodita presso il Museo Ettore Archinti di Lodi. Questo successo “giunse per Archinti a rischiara­re un periodo di contrarietà e dissensi con le istituzioni locali, determinati dal suo credo politico che abbraccia il pensiero socialista, culminato con l’accusa di diserzione quando non si presenta alla chiamata di leva in occasione del primo conflitto mondiale” (Arensi 2015, pp. 29-30). Anche negli anni successivi, per gli stessi motivi, Archinti si troverà spesso escluso dalle iniziative espositive locali, e politicamente isolato. Il 21 giugno 1944 Archinti venne arrestato per la seconda volta da agenti venuti da Milano; fù. in questa occasione che appuntò su un foglietto un saluto: “Coraggio miei cari, l’amore è eterno ed io sempre resterò con voi”. Venne rinchiuso a San Vittore, deporta­to a Bolzano e, infine, stipato su un vagone bestiame fu internato nel campo di concentramento di Flossenbiirg, nell’alta Baviera, dove morì il 17 novembre 1944.

Paola Fenini, Cristina Viano

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