opere in mostra

Opere in mostra

 

Ettore Archinti - Ultimi lavori

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ETTORE ARCHINTI

(Lodi, 1878 - Flossenbùrg, Germania, 1944)
 

Ultimi lavori, 1910-1919
bronzo, 45 x 23 x 32 cm Lodi, Museo Civico
Esposizioni:l9A5, Lodi, Ettore Archiviti (senza catalogo); 1965, Lodi, Mostra Commemorativa, n. 24; 1978, Lodi, Ettore Archiviti, s.n. (gesso); 2015, Lodi, Ettore Archinti. Materia semplice (senza catalogo). Bibliografia: Agnelli 1945, p. 7; Mostra Commemorativa 1965, n. 24; Ettore Archinti 1978, s.n.p.; Ongaro 1987, pp. 21-22; Ongaro 1994, pp. 20-21,33.

Avviato alla scultura dall’artista lodigiano Tommaso Giudici, nel 1892 Ettore Archinti si trasferì a Milano, dove proseguì i suoi studi alla Scuola Serale Artefici pres­so l’Accademia di Brera, sotto la guida di Eugenio Pellini ed Ernesto Bazzaro. Frequentando gli atelier milanesi e i concorsi indetti dall’Accademia fu influenzato dalla cor­rente della Scapigliatura, rappresentata in quegli anni dai suoi stessi insegnanti e da Medardo Rosso. Per arricchire il suo bagaglio umano e culturale, nel 1902 e nel 1909 affrontò due viaggi artistici che lo condussero a visitare Parigi, l’Islanda, la Norvegia, la Russia, Costantinopoli, l’Inghilterra, l’Irlanda, la Scandinavia, l’Islanda, l’Olanda, Monaco di Baviera e Vienna. Le elezioni amministrative del 1920 designarono lo scultore primo sindaco socialista della città di Lodi, ma solo due anni più tardi un decreto reale sciolse il Consiglio comunale e le nuove elezio­ni del 1922 dichiararono la vittoria del blocco libera­le-fascista. In questi anni Archinti abbandonò l’attività artistica per dedicarsi alla vita politica, seguendo i suoi ideali di socialista che avevano ispirato molta della sua produzione di orientamento sociale.

All’interno di questa tematica si inserisce Ultimi lavori che ritrae una donna anziana in un momento di intimità domestica, mentre cuce un pezzetto di stoffa, intenta a compiere un atto quotidiano di ordinaria semplicità. La protagonista, di umile estrazione, indossa un abito sempli­ce e i capelli sono raccolti a chignon sulla nuca.

Allo stesso tema Archinti dedica anche un’altra opera, Primi lavori, che raffigura una giovane stante mentre cuce.

I titoli delle sculture si richiamano l’un l’altro, come se le opere fossero destinate a creare un unicum scultoreo: la scelta di raffigurare due donne in età della vita differen­ti - la giovinezza e la vecchiaia -, abbigliate e acconciate similmente, lascia supporre che l’autore avesse un progetto comune per i due bronzi o che li avesse concepiti assieme. Stringenti analogie si ritrovano anche nel modellato, per il quale Archinti rigetta le soluzioni compostamente for­mali della tradizione e sperimenta un disfacimento della forma, che perde il nitore dei contorni per accogliere su superfici morbidamente increspate inediti giochi di luce, in un progressivo processo dissolutivo. Tali caratteristiche formali e stilistiche suggeriscono una datazione ricondu­cibile al secondo decennio del Novecento.

Ultimi lavori fu presentata per la prima volta nel 1945 all’esposizione organizzata dall’Amministrazione comu­nale per commemorare lo scultore nel Salone del Museo Civico di Lodi. Nel 1965 il bronzo fu presentato nuova­mente al pubblico in occasione della mostra dedicata ad Archinti e all’amico e scultore Fausto Locatelli.

In occasione del centenario della nascita di Archinti, nel 1978,l’Amministrazione comunale di Lodi promosse una serie di eventi, tra i quali una rassegna all’interno del sa­lone dei Notai del Museo Civico, dove fù esposta la ver­sione in gesso di Ultimi lavori.

Il gesso, infine, figurava nel 2015 alla mostra Ettore Archinti. Materia semplice che si inserisce all’interno delle attivi­tà di valorizzazione e di promozione del Museo Ettore Archinti di Lodi.

Paola Fenini, Cristina Viano

 

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