opere in mostra

Opere in mostra

 

Giacomo Gandi - Un parere (Il piccolo calzolaio)

21 Lodi 8  AH01512AFCeps
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GIACOMO GANDI

(Saluzzo, Cuneo, 1846 - Savigliano, Cuneo, 1932)
 

Un parere (Il piccolo calzolaio), 1872
olio su tela, 45 x 44 cm fi rmato in basso a sinistra: “G. Gandi” Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AH01512AFC
Esposizioni: 1872, Milano, Seconda Esposizione Nazionale, n. 529; 1997, Savigliano, Museo Civico, Giacomo Gandi. Realtà in pittura tra ’800 e ’900 (senza catalogo); 2017, Novara, Sentieri di luce, n. 8. Bibliografi a: Seconda Esposizione Nazionale 1872, n. 529, p. 59; Sguardo all’Esposizione d’arte 1872, p. 2; S. Rebora, in Le collezioni d’arte 1999, n. 93, p. 175.

Il dipinto è stato recentemente identificato con l’opera presentata nel 1872 alla Seconda Esposizione Nazionale di Belle Arti di Brera, dove Giacomo Gandi, agli esordi della propria carriera, partecipa anche con Una immagine. Conclusi da poco gli studi all’Accademia Albertina di Torino, nel capoluogo piemontese il pittore debutta esponendo, sempre nel 1872 e probabilmente per la prima volta, all’annuale manifestazione della Società Promotrice di Belle Arti, dove ottiene il terzo premio- acquisto per l’acquerello Donna della campagna romana (“Gazzetta Piemontese”, a. VI, n. 157, Torino, 7 giugno 1872, p. 2). Il soggetto dell’opera non è casuale poiché in questi stessi anni Gandi è impegnato in un viaggio di formazione che lo porta a risiedere a Roma, e da qui a spostarsi a Firenze e Parma: nella capitale ha modo di entrare in contatto con l’ambiente artistico gravitante attorno a Mariano Fortuny, mentre a Firenze conosce la pittura macchiaiola. Verso la metà del decennio rientra infine a Savigliano, intensificando la presenza alle esposizioni torinesi e nazionali con opere spesso eseguite ad acquerello. Rifacendosi all’esempio, tra gli altri, di Gaetano Chierici, Gandi interpreta con personale brio la pittura di genere, come attesta il dipinto in mostra. Una donna è seduta nella bottega di un calzolaio, dove un giovanissimo garzone è intento a valutare il proprio lavoro atteggiandosi a esperto artigiano. La pittura descrive con accurato realismo l’interno della bottega, dagli oggetti di arredo agli attrezzi sul tavolo da lavoro, per finire con i particolari aneddotici del manifesto sulla parete e delle immagini sacre, sbiadite, visibili sulla fi nestra. Il manifesto, raffigurante una fi gura a cavallo con fiaccola, potrebbe essere identificato con l’allegoria del Progresso Socialista e riferito alla Comune di Parigi del 1871. In un contesto umile Gandi inserisce, quindi, un elemento iconografi - co a sfondo politico, conferendo al soggetto di genere un implicito richiamo ai recenti eventi storici che, nel contesto dell’esposizione milanese, dovevano risultare di immediata lettura.

Laura Casone

 

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