opere in mostra

Opere in mostra

 

Giorgio Belloni - Il mio giardino

39 Belloni pixel
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GIORGIO BELLONI

(Codogno, Lodi, 1861 - Azzano di Mezzegra, Como, 1944)
 

Il mio giardino, 1888-1890
olio su tela, 124 x 84 cm fi rmato in basso a sinistra “G. Belloni” Codogno, Raccolta d’Arte “Carlo Lamberti”, inv. 386
Esposizioni: 1981, Codogno, Giorgio Belloni nelle raccolte dei suoi concittadini, n. 13 Bibliografi a: Boschini 2004-2005, p. 27; Giorgio Belloni 1981, n. 13.

Il giardino della casa natale, più volte dipinto da Giorgio Belloni in differenti versioni, è tuttora esistente nel centro di Codogno e poco mutato rispetto alla visione che ne diede il pittore. Quella fi ssata nel quadro in esame, donato da una collezione privata locale alla Fondazione Lamberti, ritrae il luogo nel rigoglio della stagione estiva. La sua storia espositiva registra un unico episodio costituito dalla mostra che nel 1981 ha riunito opere delle collezioni codognesi. Lo studio di Ilaria Boschini propone per il dipinto una datazione alla fi ne degli anni ottanta dell’Ottocento, “per la pennellata a piccoli tocchi, quasi impressionistica” (Boschini 2004-2005, p. 27), rinvenibile in altre opere del periodo, e dunque all’epoca del soggiorno a Verona dopo il tempo milanese degli studi all’Accademia di Brera dove Belloni era stato allievo di Giuseppe Bertini. Nella città scaligera il pittore frequenta l’ambiente dell’Accademia Cignaroli, partecipando ripetutamente agli eventi espositivi cittadini ma anche, ormai apprezzato dalla critica e dal pubblico, a rilevanti rassegne non solo nazionali. Nel contempo, insieme all’amico Giuseppe Mentessi e al cugino Piero Belloni Betti, approfondisce nelle campagne di Legnago, e occasionalmente anche a Venezia, l’esercizio della pittura di paesaggio intorno alla quale si costituirà la sua fortuna critica e commerciale: una vocazione chiaramente ribadita nel 1914 quando, nella sala personale della XI Biennale veneziana, ventotto quadri su trenta risultano di paesaggio. In questo ambito, nel periodo veronese segnato da vari ritorni a Codogno, Belloni estende il suo interesse ai soggetti della terra natale. Binario morto della Raccolta Lamberti, Stazione di Codogno (1882), La morta dell’Adda, Retegno, tutti in collezione privata, sono alcuni dei dipinti che descrivono l’itinerario pittorico di Belloni attraverso i luoghi della sua terra. Di Il mio giardino, questo il titolo del quadro registrato dalla Fondazione Lamberti, ma citato da Ilaria Boschini come Il giardino di Codogno, esiste un bozzetto preparatorio appartenente a una raccolta privata, un olio su tavola di 17 x 12 cm, documentativo della metodologia pittorica seguita da Belloni. Sulle piccole tavole di cui restano numerosi esempi, anche di minore formato, l’autore tracciava en plein air le composizioni, che venivano poi elaborate nello studio su tele più ampie: una scelta che permetteva di restituire il luogo nelle vibrazioni atmosferiche e nella resa della luce sulle quali si fonda la sua pittura, ricca di valori emozionali. Il momento ricercato nel quadro è quello più volte indagato del crepuscolo, che imprime sull’ampia superfi cie del cielo infl essioni violacee, rifl esse nel sentiero e nel rigoglio coloristico dei fi ori e del verde già addensato di ombre. Oltre gli alberi è riconoscibile, sul lato destro del quadro, il campanile con il tetto conico, rimasto immutato, della chiesa di Santa Maria della Neve che sorge lungo la stessa via Roma, oggi celato dalla vegetazione alla vista dal giardino. La prospettiva sembra colta dall’estremità sinistra dello spazio antistante la casa, adottando come centro compositivo il sentiero, visibile in una serie di fotografi e d’epoca che vi ritraggono il pittore con la famiglia, o il cugino Belloni Betti, sullo sfondo della dimora avita. Questa costituisce il fondale di un’altra versione del soggetto, il Giardino di Codogno di collezione privata (Piceni 1980, ill. 15) osservato nella calda veste autunnale.

Marina Arensi

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