opere in mostra

Opere in mostra

 

Giorgio Belloni - Ritratto della sorella Antonietta

05 Belloni 8603 pixel
05 Belloni 8603 pixel

GIORGIO BELLONI

(Codogno, Lodi, 1861 - Azzano di Mezzegra, Como, 1944)
 

Ritratto della sorella Antonietta, 1885 circa
olio su tela, 49 x 31,5 cm Codogno, Raccolta d’Arte “Carlo Lamberti”, inv. 101
Bibliografia: Piceni 1980, p. 20, tav. 14; Marubbi 1992, pp. 35¬36, ili.; Boschini 2004-2005, pp. 107-108.

Nipote di Giorgio Belloni e figlio dell’effigiata, il pittore Giuseppe Novello diede indicazioni ai propri eredi affin­ché conservassero il dipinto ancora qualche tempo dopo la sua morte (1988), destinandolo infine alla Raccolta d’Arte “Carlo Lamberti”, della quale egli fu infaticabile promotore. Avvenuta nel 1994, la donazione di questa notevole prova dell’attività di ritrattista di Belloni in­crementa la collezione con il maggior numero di opere dell’artista, una raccolta avviata da Carlo Lamberti e resa pubblica nel 1973 da Giuseppe Novello, che la accrebbe negli anni con numerosi lasciti suoi e di privati.

Alla fine degli anni settanta, prima di affermarsi come paesaggista, Belloni si dedicò anche all’esecuzione di na­ture morte e di numerosi ritratti, la maggior parte dei quali raffigura gli affetti familiari, solo in rari casi eseguiti su commissione. In questo importante nucleo di opere — privatissime — rientrano i ritratti della madre Emila Folli, del patrigno Alessandro Bertamini, oltre quelli della sorel­la Antonietta, spesso fermati dal vero in disegni e vaporosi pastelli. Attorno al 1890 si colloca l’inedito ritratto del padre, scomparso quando il pittore aveva otto anni, nel quale la fissità del modello fotografico si anima attraver­so una materia pittorica di brevi tocchi, che conferisce all’immagine l’evanescenza di un’apparizione (Codogno, collezione privata). Una sperimentazione tecnica rintrac­ciabile anche nel Ritratto di signorina esposto alla Triennale di Brera del 1891, avvio di una serie di immagini de­dicate a Marianna Panighetti, moglie dell’artista, che ri­corre come modella anche nelle scene di vita domestica
presentate con successo alle maggiori esposizioni dell’e­poca, tra le quali Piccole anime (1899, collezione privata). Nella monografia dedicata a Belloni, Enrico Piceni col­loca il ritratto della sorella Antonietta, qui esposto, alla metà degli anni ottanta, “quando l’artista non aveva an­cora venticinque anni”, e lo riconduce all’ambiente della Scapigliatura, sottolineandone l’affinità con la produzione di Giuseppe Barbaglia, “per tacere il solito Tallone, ma senza dimenticare neppure un Antonio Mancini che [...] alcuni anni prima era stato anche a Milano”. Si tratta di un’interpretazione che inserisce correttamente Belloni nel vivace contesto artistico milanese di quegli anni, cui fa da sfondo la lezione di Cesare Tallone, qui ancora chia­ramente rintracciabile nella verità con la quale si impone la figura, costruita attraverso volumi solidi.

Rispetto a un precedente ritratto di Antonietta, più de­scrittivo, datato 1883, questo in mostra si distingue per la maggiore incisività dell’immagine, costruita con pochi mezzi sfruttando il contrasto tra i neri profondi e l’ocra brillante dello sfondo ricco e pastoso. Una materia più liquida stesa a piccoli tocchi definisce il volto della don­na, sul quale la falda del cappello proietta un’ombra scu­ra, che ne accentua l’espressione di dolente malinconia. Questa dimensione introspettiva e l’attenzione posta nella restituzione dei sentimenti e degli stati d’animo trovano una lontana corrispondenza nei modelli di Tranquillo Cremona. Una suggestione evidente, in par­ticolare, nell’Autoritratto del 1882 (collezione privata) e confermata anche dal fatto che Belloni vantasse nella propria collezione un’opera di Cremona, Giapponese (Bossaglia 1994, n. 49), non a caso, collocata bene in vista sullo sfondo del celebre Autoritratto nello studio (Codogno, Raccolta d’Arte “Carlo Lamberti”) (ringra­zio Pietro Montani per la segnalazione).

Elena Lissoni

© Copyright 2017 by Fondazione Cariplo. Tutti i diritti riservati
Esclusivamente i contenuti della collezione online di artgate-cariplo.it sono disponibili secondo una licenza CC BY-SA