opere in mostra

Opere in mostra

 

Giulio Aristide Sartorio - Sorriso di bimbo

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GIULIO ARISTIDE SARTORIO

(Roma, 1860-1932)
 

Sorriso di bimbo, 1924-1925
olio su tela applicata su cartone, 79 x 47 cm firmato in basso a destra: “G. A. SARTORIO/ HORTI GALATEAE” Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AH00095AFC
Esposizioni: 1934, Milano, Mostra delle opere di Giulio Aristide Sartorio, n. 28. Bibliografia: G. Nicodemi, in Mostra delle opere di Giulio Aristide Sartorio 1934, p. 28; Tesori d’arte 1995, ili. n. 1007; S. Rebora, in Le collezioni d’arte 1999, n. 221, pp. 322-323, ili.

Sorriso di bimbo fu acquistata dalla Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde con Cavallo in corsa in oc­casione della mostra delle opere di Giulio Aristide Sartorio presentate dalla vedova Marga Seville alla Galleria Dedalo di Milano nel 1934. Dalle carte d’ar­chivio risulta che Arturo Marpicati, futuro ministro dell’Educazione Nazionale nel 1940, aveva sollecitato la Cassa di Risparmio ad acquistare Malaria, tela del 1913 ora conservata alla Galleria Nazionale d’arte mo­derna di Roma, per donarla al palazzo della nuova pro­vincia di Littoria, ma il consiglio di amministrazione non aveva voluto impegnare una cifra così importante. L’opera, databile al 1924-1925, ritrae Lydia, la seconda figlia dell’artista, nata nel 1923. Con la madre Marga e il fratello maggiore Lucio, Lydia è la protagonista di un ciclo di opere, di cui questa fa parte, realizzate tra
il 1924 e il 1929 con l’ausilio di numerose fotografie scattate dallo stesso artista e raccolte in album ora nel­la sezione fotografica dell’Archivio Sartorio. I dipinti sono ambientati tra la spiaggia di Fregene e gli Horti Galateae, la villa che l’artista aveva fatto edificare per sé e la sua famiglia a Roma. Nel 1918 Sartorio aveva girato nel parco il film muto II mistero di Galatea, pel­licola inconsueta non destinata alle sale, interpretata da Marga che l’artista aveva notato per la prima volta nella rappresentazione della Figlia di Iorio di Gabriele d’Annunzio. Il nome della villa (e il titolo del film) consacrava l’incontro tra il pittore quasi sessantenne e la bella e giovane attrice. Con la conclusione della Prima guerra mondiale e il matrimonio con Marga nel 1919, l’artista vive una stagione di rinnovata serenità familiare, celebrata in un ciclo di dipinti dal carattere privatissimo, nei quali le figure si fondono nel pae­saggio e si abbandonano ai piaceri del sole e del mare come giovani creature semidivine.

Sorriso di bimbo è realizzata sui toni caldi dell’ocra e dei verdi, accesi dalla luminosità intensa, e mostra più di un elemento comune con le forme voluttuose e gli ampi panneggi sollevati dal vento dei grandi pannelli mo­numentali tra i quali Sagra e Risveglio (anch’essi nella Collezione di Fondazione Cariplo).

Antonella Crippa

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