opere in mostra

Opere in mostra

 

Giuseppe Novello - Cascina codognese (La Battaina)

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GIUSEPPE NOVELLO

(Codogno, Lodi, 1897-1988)
 

Cascina codognese (La Battaina), 1977
olio su tela, 80 x 100 cm fi rmato e datato in basso a sinistra: “Novello G. / 1977”; sul verso, sulla cornice, in alto a destra etichetta cartacea a stampa: LIONS CLUB Codogno - Casalpusterlengo / “PRO LOCO” DELLA CITTÀ DI CODOGNO / PAESAGGI CODOGNESI / DI GIUSEPPE NOVELLO / NELL’OTTANTESIMO ANNO DEL PITTORE / OPERA ESPOSTA / CASA DEL COMUNE - Codogno 17-22 Dicembre 1977”; sul telaio, in alto a sinistra, iscrizione a inchiostro: “191 / Giuseppe Novello / Cascina Codognese / (LA BATTAINA) / 1977” Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AI01151AFC
Esposizioni: 1977, Codogno, Paesaggi codognesi di Giuseppe Novello (senza catalogo). Bibliografi a: Borsa 1989, tav. f. t. (La Battaina); L. Lecci, in Le collezioni d’arte 2000, n. 256, p. 250, ill.

Esposto nel dicembre 1977 alla mostra organizzata dal Comune di Codogno in occasione dell’ottantesimo anno del pittore, il dipinto è acquistato pochi mesi dopo direttamente dall’artista, destinandolo alla fi liale codognese della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, appena ristrutturata e riaperta al pubblico. Nel 1989 questa e altre opere di Novello sono scelte per illustrare la riedizione de La nostra Bassa, conferenza tenuta nel 1947 a Codogno dal giornalista Mario Borsa. Come Novello legatissimo per origini familiari al territorio della bassa pianura Padana, Borsa vi ambienta La cascina sul Po (1920), suo romanzo d’esordio, seguito tra gli altri dai racconti Aria di bosco. Ciancie di un cacciatore (1948) con illustrazioni dello stesso artista. Le opere raccolte nel volume del 1989 sono interessanti testimonianze della pittura di paesaggio di Novello che nell’ambito della sua produzione predilige, accanto ai ritratti e alle intime scene di interni, anche le vedute della campagna lodigiana con le sue cascine. Una di queste è la Battaina raffi gurata nel dipinto in mostra, edifi cio ancora oggi esistente e, come allora, destinato a usi agricoli. Il punto di vista ribassato di questa veduta prospettica, l’ampia zona d’ombra proiettata dal muro di cinta a destra, contrapposta al cielo cristallino rifl esso nello specchio d’acqua sulla sinistra, conferiscono all’opera una suggestiva effi cacia spaziale e luministica. La sensibilità con cui il pittore descrive questi luoghi è la traccia evidente della sua formazione, avviata nello studio dello zio materno Giorgio Belloni e conclusasi con Ambrogio Alciati durante gli anni dell’Accademia di Brera. Il lungo sodalizio con il circolo milanese di Bagutta, inoltre, avvicina Novello all’arte di pittori quali Anselmo Bucci, Mario Vellani Marchi e Ottavio Steffenini. Queste esperienze avranno la loro infl uenza anche all’indomani della Seconda guerra mondiale, drammaticamente segnata per Novello dalla campagna di Russia e dalla deportazione nei lager nazisti. Rientrato in Italia, riprende la produzione pittorica con rinnovata passione; la sua arte di ispirazione naturalista, sensibile alla lezione francese, si traduce tra gli anni sessanta e gli anni ottanta in rigorose composizioni, scandite da ampie campiture di colore e condotte con rapidi gesti pittorici, dove lo scorcio cittadino o la campagna lodigiana risaltano per la purezza della resa e la verità degli effetti di luce.

Laura Casone

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