opere in mostra

Opere in mostra

 

Luigi Conconi - Visione romantica

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LUIGI CONCONI

(Milano, 1852-1917)
 

Figura femminile (Visione romantica), 1887
acquerello e tempera su carta applicata su cartoncino, 51 x 24,6 cm fi rmato e datato in basso a destra: “L. Conconi 87/ Milano” Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AH00261AFC
Esposizioni: 2008-2009, Bergamo, Ottocento tra realtà e sogno, s.n. Bibliografi a: Tesori d’arte 1995, p. 241, ill. n. 451; S. Rebora, in Le collezioni d’arte 1999, n. 62, pp. 135-136, ill. p. 136; Ottocento tra realtà e sogno 2008, ill. p. 64.

Originariamente nota con il titolo di Visione romantica, l’opera proviene dalla raccolta di Magda Martinelli, vedova dell’artista Luigi Zago, dalla quale viene acquistata il 4 febbraio 1956. La fi gura femminile è tema centrale nell’opera pittorica e incisoria di Conconi ed è soggetto anche dell’altro dipinto, anch’esso in Collezione Cariplo, La rosa, rispetto al quale l’acquerello testimonia una fase precedente. L’opera è datata 1887, anno in cui il pittore ultima il dipinto Intermezzo presentandolo all’Esposizione Nazionale Artistica di Venezia, confermando il successo già ottenuto l’anno precedente, quando la tela, non ancora compiuta, appare alla mostra inaugurale della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano. L’opera è oggi dispersa ma alla morte del pittore poteva ancora essere ammirata in una delle sale del suo atelier, come documentano alcune immagini realizzate dal fotografo Emilio Sommariva che in quegli anni svolgeva la propria attività in uno studio ubicato nel palazzo di via San Paolo, sede dell’atelier dello stesso pittore. In Intermezzo e in altre opere coeve, Conconi rinnova profondamente l’iconografi a femminile, conferendo alla donna un’eleganza e una spontaneità spiccatamente moderne: in tal senso egli prosegue la lezione di Tranquillo Cremona e della Scapigliatura, ambito nel quale si forma e da cui muove per l’elaborazione di una pittura quanto mai personale. Nella Figura femminile il pittore sovrappone pochi tocchi di tempera su magre stesure di acquerello lasciando trasparire il supporto in più punti, in particolare nel volto della giovane il cui candore risulta ora meno evidente a causa dell’ingiallimento della carta. Seduta in terrazza, contro lo sfondo di un lago e un cielo al tramonto, la donna gode le ultime luci del giorno avvolta in un elegante abito di seta bianca. Un mantello di velluto le ricade dalle spalle fi no a terra, creando il medesimo movimento descritto nell’abito da sera indossato dal personaggio femminile di Intermezzo. Il rapporto fra la donna e il paesaggio, qui appena accennato ma intensamente suggestivo, è un tema presente anche in altre opere del pittore, tra le quali ricordo Marina (collezione privata, riprodotta sul mensile “Emporium” nel gennaio 1897), esposta a Milano nel 1886 assieme a Intermezzo, e L’attesa (Milano, Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”), acquaforte eseguita prima del 1899, anno in cui è utilizzata per illustrare una serie di cartoline postali.

Laura Casone

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