opere in mostra

Opere in mostra

 

Stefano Bersani - Sul declino

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STEFANO BERSANI

(Melegnano, Milano, 1872 - Lora, Como, 1914)
 

Sul declino, 1898
olio su tela, 140 x 215 cm firmato in basso a destra: “S. Bersani” collezione privata
Esposizioni: 1898, Torino, Esposizione Nazionale Italiana, n. 1131; 2007, Lodi, Ottocento Novecento (non pubblicata in cata¬logo); 2015-2016, Lodi, Lodi 1900-1950, n. 4. Bibliografia: Belle Arti 1898, p. 182, ili. p. 184; Esposizione Nazionale 1898,n. 1131,p. 195;Marescotti 1910-1911,p. 603 ili. (Sul declivio).

Dopo aver esordito con composizioni accademiche di interni e scene di genere, nel 1897 il giovane Stefano Bersani partecipò all’Esposizione triennale di Brera con l’opera Nei campi (Milano, Pinacoteca di Brera), cui fu assegnato l’ambito premio Mylius. A partire da questo importante riconoscimento l’artista avviò un repertorio iconografico con soggetti tratti dal mondo contadino, riproposti negli anni successivi in numerosi paesaggi, contraddistinti da una materia pittorica ricca e franta di matrice scapigliata, tra i quali Riposo e Valle Sesia, il raccolto del frumento (entrambi ubicazione sconosciuta).

A questo nucleo appartiene anche Sul declino, opera impegnativa e ambiziosa, che apparve all’Esposizione Nazionale di Torino del 1898, riscuotendo immediata­mente l’interesse della critica. Il dipinto fu pubbHcato sul catalogo della mostra e riprodotto in xilografia sulla popolare rivista “L’Illustrazione ItaHana”, accompagnato da una lunga descrizione: “una vecchia montanara [...] animata da quella fede, ch’à la forza unica ai patimenti della povera gente, è venuta a pregare sulla fossa del ma­rito, umile fossa, segnata appena da una croce di legno, piegata dai venti, dai turbini [...]. Egji fu sepolto, qui, su questo declivio della montagna, sotto gfi aperti cieli, dopo chissà quali privazioni e dure fatiche”.

Senza alcun intento di denuncia, Bersani restituisce qui con commossa partecipazione un episodio di vita del popolo, proiettandolo nel formato monumentale della tela. In seguito, la sua ricerca si svilupperà in dipinti come II tempo non fa giudizio (Milano, Galleria d’Arte Moderna), Stanca e Per oggi basta (entrambi ubicazio­ne sconosciuta), nei quali i personaggi si inseriscono nell’ambiente naturale partecipando dell’immutabile ciclo delle stagioni e delle sue avversità. Questa poeti­ca assume una valenza cosmica e universale nelle opere estreme, come ad esempio Tramonto (Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna), che risente dell’influsso delle ricerche di Pelbzza daVolpedo sia nell’avvicina­mento ai temi simbolisti, sia nell’adozione della tecni­ca pittorica a colori divisi.

Si conosce una seconda versione del dipinto in mostra (Monza, Musei Civici), databile attorno al 1910, nella quale la croce è sostituita da un piccolo cippo e l’inqua­dratura si apre sull’ampio paesaggio circostante. La posa della protagonista, aggiornata in chiave di raffinato linea­rismo hberty, ritorna molto simile ne Lo sconforto, che de­cora la cappella funeraria dell’imprenditore Franco Tosi di Legnano, notevole esempio della produzione rehgiosa del pittore, il quale nel 1902 vince con Annunciazione il concorso indetto da Vittorio AHnari, fondatore del cele­bre stabilimento fotografico fiorentino.

In questi anni gfl stretti rapporti con i committenti del­la sua città d’origine e l’attività di decoratore richiama­no con frequenza Bersani a Melegnano e nella vicina Lodi, dove consegue il premio bandito nel 1901 dal comitato dell’Esposizione di Arte Sacra per un bozzet­to figurativo destinato a ornare il battistero del duomo e reaflzza la decorazione del monumento Tavazzi nel cimitero cittadino.

Elena Lissoni

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