opere in mostra

Opere in mostra

 

Vincenzo Irolli - L'angelo musicante

01 Vincenzo Irolli L'Angelo Musicante
01 Vincenzo Irolli L'Angelo Musicante

VINCENZO IROLLI

(Napoli, 1860-1949)
 

L’angelo musicante, 1900-1905
olio su tela, 89,5 x 191,5 cm firmato in basso a sinistra: “V. Irolli” Milano, Collezione Fondazione Cariplo - Gallerie d’Italia - Piazza Scala, inv. AH01492AFC
Esposizioni: 2009, Pavia, Il bado, n. 40. Bibliografia: Tesori d’arte 1995, p. 287, ili. n. 549; S. Rebora, in Le collezioni d’arte 1999, pp. 235-236, n. 143, ili.; Il bado 2009, p. 106, ili. n. 40; E. Lissoni, in Da Canova a Bocdoni 2011, p. 233, n. IX.142, ili.

Ammiratissimo all’estero da pubblico e critica come “pittore del sole” dal tocco abile e dal cromatismo acceso e luminoso,Vincenzo Irolli riceveva in patria recensioni molto severe per la sua produzione considerata facile e commerciale, a tal punto da decretarne l’esclusione dal­la Biennale di Venezia, cui partecipò soltanto dal 1920. Allievo di Gioacchino Toma e Vincenzo Maldarelli all’I­stituto di Belle Arti di Napoli (1877-1880), si era ag­giornato sui modelli di Francesco Paolo Michetti e di Antonio Mancini, dedicandosi soprattutto a una vivace pittura di genere di ispirazione popolare.

Dal 1883 e per oltre quarant’anni, Irolli espose alle prin­cipali rassegne nazionali e internazionali, realizzando una produzione eccezionalmente abbondante, ancora da recuperare agli studi perché disseminata in collezioni private e scarsamente storicizzata: il pittore invia ope­re a Berlino, Milano, Roma, Barcellona, conquistando il mercato parigino con la partecipazione al Salon nel 1905 e nel 1907, al Salon d’Automne nel 1909, quando il dipinto Spannocchiatrià (o La raccolta del granturco) fu acquistato per il Museo Municipale di Parigi.

In questi anni di notevole popolarità si colloca l’ese­cuzione dell’Angelo musicante che richiama un’opera di grande successo internazionale intitolata Risorgi!,
presentata all’Esposizione italiana di Londra del 1904, quindi al Salon des Artistes e all’Esposizione di Angers nel 1905 e, infine, all’Esposizione nazionale di Milano del 1906 (L’arte di Vincenzo Irolli 1925, tav. s.n.). Ancora di chiara matrice verista, nella resa descrittiva di un umi­le interno popolare, Risorgi! ritrae una madre mentre si accosta alla culla del proprio figlio in un atteggiamento che ritorna identico nell’Angelo musicante. La partico­lare sensibilità dell’artista nella raffigurazione dell’in­fanzia e dell’amore materno — rintracciabile in opere come Dorme esposta al Salon des Indépendants nel 1911 (L’arte di Vincenzo Irolli 1925, tav. s.n.) — è qui declinata in chiave religiosa, con un’allusione ai temi della musica e del sogno di gusto decadente e simbolista, diffuso alla fine dell’Ottocento da Domenico Morelli, caposcuola della pittura napoletana.

La tensione mistica e spirituale, tuttavia, si stempera nell’Angelo musicante in una affettuosa intimità, carat­teristica della produzione più piacevole e accattivante dell’artista, molto apprezzata dalla pubblicistica france­se dell’epoca, che vi coglieva una similitudine con le opere di Antonio Mancini: “Irolli è un pittore italiano estremamente intelligente e seducente, à la Mandni, e nei suoi studi donne e fanciulli sono splendenti, così come sanno essere in questo Paese di felicità e di gioia” (“Figaro”, 21.111.1908; pubbl. in Manzi 1955, p. 33 ). All’esempio di Mancini, infatti, è riconducibile anche la sperimentazione tecnica di pennellate frante e corpose, che sembrano al contempo costruire e dissolvere l’im­magine in tasselli di luce. Una ricerca che nelle opere della maturità evolve verso un gesto pittorico sempre più libero e una ricca tessitura cromatica, qui impiegata per ottenere suggestivi riflessi dorati che conferiscono all’immagine l’incanto di un’apparizione.

Elena Lissoni

 

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