opere in mostra

Opere in mostra

 

Daphne Maugham Casorati - Rosa bianca

29 Maugham Casorati AI00254AFC
29 Maugham Casorati AI00254AFC

DAPHNE CASORATI MAUGHAM

(Londra, 1897 - Torino, 1982)
 

Rosa bianca, 1950-1955
olio su tela, 60 x 40 cm firmato in basso a destra: “daphne”; al verso, sul telaio, in alto a destra etichetta cartacea a stampa: “I Mostra Interregionale d’arte/ Il fiore nella pittura contemporanea/ Salone del Kursaal di Pallanza/ Settembre 1955” con iscrizione a inchiostro: “Daphne Casorati/ Rosa Bianca/ 40.000 lire/ 52 v. Mazzini Torino” Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AI00254AFC
Esposizioni: 1955, Pallanza e Novara, Mostra floricola e Mostra d’arte. Il fiore nella pittura contemporanea, catalogo non pubblicato. Bibliografia: Tesori d’arte delle banche lombarde 1995, ill. 740, p. 379; P. Zatti, in Le collezioni d’arte 2000, n. 58, pp. 90-91, ill.

L’opera è acquistata nel 1955 insieme a Fiori di campo n. 2 (cat. 30) di Fiorenzo Tomea. Proprietario originario dei due dipinti è la Camera di Commercio Industria e Artigianato di Novara che in quello stesso anno organizza al Kursaal di Pallanza la Mostra interregionale di floricultura ed arte e, in tale occasione, la mostra d’arte Il fiore nella pittura contemporanea che si svolge nelle sedi di Pallanza e Novara. Qui sono esposte le due tele, per il cui acquisto la Camera di Commercio di Novara si rivolge direttamente alla Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, che le destina ai nuovi uffici della sede novarese. Il dipinto, databile agli anni cinquanta, è un pregevole esempio di natura morta, genere che accanto alla pittura di paesaggio connota l’intera produzione dell’artista. Nata a Londra, si forma a Parigi con i maestri del Simbolismo e, giunta in Italia, diviene allieva e poi compagna di Felice Casorati; avvia quindi la propria carriera artistica guardando con interesse, grazie alla lezione del maestro, al movimento del Ritorno all’ordine e maturando nel tempo una personale ricerca rivolta, in particolare, all’uso del colore. Nell’opera in mostra la ricerca cromatica si traduce in un’assoluta prevalenza degli azzurri che la rende affine a un monocromo; la composizione è impaginata su piani sovrapposti e scandita da campiture di colore, secondo un concetto di spazialità che rimanda all’arte cubista cui pure guarda l’artista fin dagli anni della formazione, quando è allieva di André Lhote.
Laura Casone

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