opere in mostra

Opere in mostra

 

Umberto Lilloni - Il Verziere

44 LILLONI   verziere
44 LILLONI verziere

UMBERTO LILLONI

(Milano, 1898-1980)
 

Il Verziere, 1952
olio su tela, 90 x 115 cm Gruppo Banco BPM - Collezione Banca Popolare di Milano, inv. 251376
Bibliografia: Tra ’800 e ’900 2010, ill. p. 196.

Il 1952 è un anno di intensa attività pittorica per il chiarista Umberto Lilloni: avvia i ciclo dei grandi nudi e dipinge una serie di vedute caratteristiche della Milano sia del suo tempo che storiche. È in quest’ultimo filone che si inserisce la rappresentazione de Il Verziere, mercato alimentare, in particolare ortofrutticolo, ripreso in molti scatti fotografici tra fine Ottocento e inizi Novecento, prima che venisse trasferito, nel 1911, in un altro spazio cittadino. A tali immagini si ispirano le diverse tele dipinte da Lilloni con identico soggetto (si veda il Catalogo ragionato dei dipinti e dei disegni di Umberto Lilloni a cura della figlia Renata, Milano 2002). Il luogo a partire dal XVIII secolo si estendeva dalle vicinanze di piazza Fontana sino all’odierno largo Augusto dove già sorgeva la colonna col Cristo Redentore nota come Colonna del Verziere. E proprio sotto e attorno a questa colonna votiva, oggi stretta tra i moderni palazzi e i fragori del traffico, si svolge la scena di vita cittadina dipinta da Lilloni nel personalissimo stile chiarista che ormai da vent’anni va praticando: dopo aver acquisito all’Accademia di Brera, agli inizi degli anni venti, gli insegnamenti di Ambrogio Alciati e aver posato lo sguardo con interesse sulla pittura “mossa” di Emilio Gola, nel 1929 partecipa nel Palazzo della Permanente di Milano alla II Mostra del Novecento Italiano con opere che definirà “la sua prima maniera”. Da questa, tuttavia, si allontana presto, abbandonando un certo tonalismo di origine lombarda e orientando la tavolozza verso cromatismi tenui e rarefatti. Apriamo una parentesi a questo punto per ricordare come nel 1930 il critico Edoardo Persico, vicino a esperienze d’oltralpe, lo porta in mostra in una famosa collettiva alla Galleria Il Milione di Milano, dove espone anche il legnanese Ernesto Crespi con il quale Lilloni tiene l’anno seguente una personale nel medesimo spazio espositivo e stringe un sodalizio artistico. Ritornando a Il Verziere, il dipinto risulta articolato orizzontalmente in due fasce: mentre i due terzi superiori sono immersi nella luce che dal cielo scende inondando la struttura urbana che circonda i bianchi ombrelloni che proteggono le ceste colme di ortaggi, il terzo restante alla base costituisce una zona d’ombra che vela in tinte brune le umili attività svolte nel mercato. Diversamente dall’altra opera esposta di Lilloni, Il Laghetto, qui fanno la loro comparsa persone e cavalli che trainano i carretti: evidentemente la scena, pur risalendo a mezzo secolo prima, è rimasta nella memoria affettiva dei milanesi, quindi dell’artista, che contava tredici anni quando il vecchio Verziere veniva trasferito in una zona con spazi espositivi moderni.
Fabrizio Rovesti

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