opere in mostra

Opere in mostra

 

Alessandro Magnasco e Antonio Francesco Peruzzini – Paesaggio con frati

Alessandro Magnasco e Antonio Francesco Peruzzini – Paesaggio con frati
Alessandro Magnasco e Antonio Francesco Peruzzini – Paesaggio con frati

Alessandro Magnasco e Antonio Francesco Peruzzini

Genova, 1667 - 1749) e (Ancona, 1643 [o 1646] - Milano, 1724)
 

Paesaggio con frati, 1720 circa
olio su tela, 132 x 110 cm
Cremona, Pinacoteca Ala Ponzone, inv. 312


La tela appartiene a una serie di quattro tele che furono pubblicate da Alfredo Puerari (1951) come opere di Alessandro Magnasco della fine del Seicento. Con ogni probabilità si trattava di sovrapporte, ma la loro origine è dubbia: se si considera che nel 1780 il palazzo Vidoni, da dove nel 1949 le tele pervennero al museo, passò al conte Luigi Archinto (Azzolini 1996, p. 74), non si può escludere che esse provenissero in realtà dalla dimora milanese degli Archinto in via Olmetto, dove Magnasco eseguì anche altre opere. Il tema di tutte e quattro le tele è quello delle “fraterie”, cioè di scene dpopolate di tante piccole figurine di frati intenti alla preghiera, alla penitenza, o compresi in atti di mortificazione, secondo una invenzione di Magnasco che riscosse enorme successo. Per quanto riguarda la genesi di queste quattro tele oggi è più facile riconoscervi la collaborazione, per quanto attiene al paesaggio, di Antonio Francesco Peruzzini (De Rossi 2003). La sua agnizione quale specialista del genere paesistico in molte tele del Magnasco (ma anche di Sebastiano e Marco Ricci), iniziata coi dubbi di Pietro Zampetti nel 1949, venne confermata dalla pubblicazione di una lettera di Lorenzo Magalotti del 1703 in cui a proposito di quadri dell’anconetano si dice che le figure spettano al “Genovese suo compagno, bellissime, e il vero di esse serve a far spiccare maggiormente il niente vero del paese e dell’aria” (Gregori 1964, p. 28). In effetti, di contro agli sfondi solitamente quasi monocromi del pittore genovese, qui si apprezzano i contrasti particolarmente vivaci delle alberature frondose su cieli solcati di candide nuvole. Vi si palesano inconfondibilmente i grandi alberi dai rami spezzati e dagli arbusti ad andamento orizzontale tanto caratteristici del Peruzzini. Di contro, nelle figurette dei frati Magnasco esibisce il suo consueto tocco velocissimo e sprezzante, animato da un flusso ondoso del pennello che occasionalmente rilascia vibranti sciabolate di luce bianco-argentea. In particolare il grande albero della tela inv. 310 ha la stessa conformazione di quello della Processione di cappuccini in collezione privata romana, dipinto in collaborazione tra i due nel 1697 (si veda riprodotto in Antonio Francesco 1997, p. 93). Più stringenti ancora le analogie con una serie di tele, sempre dipinte a quattro mani, in cui i grandi paesaggi boschivi del Peruzzini ospitano le “fraterie” del Magnasco, come nel Paesaggio con monaci in preghiera del Museo Nacional de Arte Antiga di Lisbona (Antonio Francesco 1997, p. 103) o nel Grande Bosco dell’Accademia di Venezia (ivi, p. 109). La collaborazione tra i due dovette continuare a lungo e pertanto se ne possono anche seguire gli sviluppi in senso stilistico e cronologico. Ritroviamo lo stesso punto di stile delle quattro sovrapporte cremonesi nel San Gerolamo penitente della Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno (si veda riprodotto ivi, p. 117) e soprattutto nei due ovali della Gemäldegalerie di Berlino con San Paolo eremita e le Tentazioni di sant’Antonio (ivi, p. 123). Questi ultimi due dipinti, anche per il ductus di Magnasco, rapido e perfetto, senza smagliature né errori, devono considerarsi coevi alle tele cremonesi alle quali pertanto, sulla scorta della cronologia derivante proprio dalla collaborazione Magnasco-Peruzzini, che ora sappiamo essere durata fino alla morte del pittore anconetano nel 1724 (De Rossi 2003, p. 458), spetterà una datazione intorno al 1720, un po’ più avanzata rispetto a quella inizialmente proposta da Puerari.
Mario Marubbi

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