opere in mostra

Opere in mostra

 

Emilio Gola – Colline in brianza

Emilio Gola – Colline in brianza
Emilio Gola – Colline in brianza

Emilio Gola

(Milano, 1851 - 1923))
 

Colline in brianza, 1915-1920
olio su tela, 80 x 125,5 cm
Milano, Collezione Cariplo, inv. AH00901


Il dipinto è riprodotto in tricromia con il titolo Colline in Brianza nel catalogo della vendita all’asta della collezione A. Gignous & D. A., tenuta presso la Galleria Milano nel novembre del 1929. Dal testo introduttivo di Giorgio Nicodemi non è possibile, tuttavia, stabilire con esattezza se l’opera rientrasse nel lotto di proprietà del nipote del pittore Eugenio Gignous, o se appartenesse all’altro lotto in vendita contrassegnato dalle sole iniziali “D. A.” del proprietario. Le etichette sul telaio del dipinto ne attestano la presenza all’importante mostra commemorativa dedicata a Emilio Gola nel dicembre del 1929, presso la Galleria di Milano, e ad altre due successive esposizioni con vendita, di minor rilievo, non accompagnate da catalogo e non menzionate dalla pubblicistica, tenute nello stesso spazio espositivo nel 1931 e nel febbraio 1932. Transitata nella collezione di Rosetta Varenna Gussoni, l’opera è riapparsa sul mercato antiquario nel 1968 presso la Galleria Geri di Milano, dove è stata acquistata dalla Cassa di Risparmio delle Province Lombarde. Una recente ipotesi critica ha proposto di identificare il luogo rappresentato nel piazzale antistante la chiesa di San Biagio di Mondonico a Olgiate Molgora, località molto amata dall’artista che vi trascorreva diversi mesi all’anno nella villa di famiglia. L’ipotesi è supportata sia dall’iscrizione autografa “Dal Sagrato” tracciata sul telaio, sia dallo schizzo a carboncino sul verso della tela con la veduta dell’edificio, lo stesso che compare anche in altri dipinti dell’artista, tra i quali Villaggio sotto la neve (Milano, Collezione Banca Intesa). Emilio Gola si lascia alle spalle la bella architettura antica della chiesa che proietta la sua ampia ombra in primo piano, e dall’altura volge lo sguardo al di là del sagrato, verso la distesa delle colline che sfumano in lontananza; in questo modo rovescia la tradizione ottocentesca della veduta prospettica per realizzare uno straordinario esempio di pittura di paesaggio. La semplificazione delle forme avviata fin dal 1910, la tecnica pittorica larga e sciolta, insieme all’indagine dei rapporti ombra-luce che contribuiscono a costruire la composizione per larghe masse, permettono di collocare l’opera poco dopo il 1915. Attorno a queste date prende avvio l’ultima produzione dell’artista, che raggiunge esiti di grande modernità e libertà espressiva nello studio del colore e della luce, come dimostrano anche Paesaggio e Meriggio ugualmente in Collezione Cariplo.
Elena Lissoni

© Copyright 2017 by Fondazione Cariplo. Tutti i diritti riservati
Esclusivamente i contenuti della collezione online di artgate-cariplo.it sono disponibili secondo una licenza CC BY-SA