opere in mostra

Opere in mostra

 

Felice Giuseppe Vertua – Danza campestre

Felice Giuseppe Vertua – Danza campestre
Felice Giuseppe Vertua – Danza campestre

Felice Giuseppe Vertua

(Cremona, 1820 - 1862)
 

Danza campestre, 1850 circa
olio su tela, 23,3 x 18,3 cm
Cremona, Pinacoteca Ala Ponzone, inv. 309


La piccola tela illustra una tematica molto frequentata nella pittura di genere di primo Ottocento: un gruppo di contadini danzanti e festanti nella radura di un paesaggio boschivo e nell’ora che precede il tramonto. Lo stesso tema è alla base dell’invenzione del Paesaggio con danza classica di Pietro Ronzoni (qui esposto, cat. 22b), forse allegoria dell’Autunno, tela che nel 1824 era giunta a Cremona nella collezione del pittore Giovanni Galli. Un’altra versione del tema è offerta da Costantino Rosa in una Danza villereccia datata 1835 (riprodotta in Mazzocca 2001, p. 132), a conferma della fortuna che tali argomenti, legati alla visione bucolico-letteraria della vita campestre, ebbero nella società dell’epoca. Non a caso infatti la tela giunse in museo, nel 1898, come lascito dei fratelli Enrico e Giuseppe Finzi, esponenti di primo piano della nascente borghesia cremonese e raffinati collezionisti di arte contemporanea. I grandi alberi che chiudono la composizione a destra, come le montagne che sfumano sullo sfondo, sono elementi ricorrenti nella pittura di Vertua e palesano la sua dipendenza dall’invenzione del paesaggio romantico canelliano. Anche l’ambientazione crepuscolare con il predominio timbrico di gialli e rosati è un tratto frequente del pittore cremonese e trova immediato riscontro nel piccolo paesaggio qui esposto (cat. 27), Tramonto sul Po del 1852, datazione dalla quale non dovrebbe discostarsi di molto la tela in esame, considerata anche la breve durata della vita del pittore. Da notare anche come il prosciugo della materia metta in luce un abbozzo di disegno sintetico ed eseguito di impulso, come di norma nell’opera del pittore, leggermente variato nella redazione finale. Come di consueto, anche qui la realizzazione delle figurette, vivaci e immediate, appena abbozzate pur nella loro vitalità, è indice del minor interesse dell’artista per il tema della figura rispetto al paesaggio, carattere che si riscontra in tutta la sua opera.
Mario Marubbi

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