opere in mostra

Opere in mostra

 

Gaspar Van Wittel – Il Tevere a Castel Sant’Angelo, visto da sud

Gaspar Van Wittel – Il Tevere a Castel Sant’Angelo, visto da sud
Gaspar Van Wittel – Il Tevere a Castel Sant’Angelo, visto da sud

Gaspar Van Wittel

(Amersfoort, 1653 - Roma, 1736)
 

Il Tevere a Castel Sant’Angelo, visto da sud, 1700-1715
olio su tela, 36 x 91 cm
Milano, Collezione Cariplo, inv. AF02084AFC


Il dipinto entrò a far parte del patrimonio Cariplo dopo l’incorporazione dell’Istituto Bancario Italiano (IBI), avvenuta nel 1991, con una attribuzione ad Antonio Joli. Successivamente l’immagine dell’opera comparve nel volume dedicato ai patrimoni artistici delle banche lombarde con il riferimento a Gaspar van Wittel. Un rimando alla scuola olandese, e in particolare all’ambito della produzione di Van Wittel o di Jacob de Heusch, viene proposto nella scheda della pubblicazione rivolta alla parte antica della raccolta della Fondazione Cariplo; qui Rovetta notava una marcata rispondenza al “verismo vanvitelliano”: ed effettivamente un confronto con la lunga serie di vedute che l’olandese dedicò a Roma, ovvero alla città che divenne la sua patria d’elezione, porta a sostenere ulteriormente la paternità di Gaspar van Wittel. In realtà, non ritroviamo nella ricca documentazione di schizzi e di appunti, grazie a quali l’artista costruiva in studio i dipinti, un riferimento a questo particolare scorcio, in cui il pittore con la basilica di San Pietro alle spalle, ci mostra Castel Sant’Angelo in un’atmosfera nebbiosa, quasi di fumo, il ponte decorato dalle bianche statue e, sulla riva opposta, in contrasto con i vuoti della fortificazione, un gruppo disordinato di case, nel borgo di via Giulia e di San Giovanni ai Fiorentini. Proprio questo dettaglio, magistralmente condotto nella descrizione e nell’impostazione prospettica, maggiormente che ogni altro elemento fa propendere per il nome di Vanvitelli. In primo piano poi ritroviamo le scene di genere care all’artista e al suo secolo, i pescatori, il mulino, ragazzi che fanno il bagno. Rispetto alla produzione giovanile (si veda ad esempio l’analogo Castel Sant’Angelo visto da sud transitato dalla Richard Green Gallery di Londra) qui la struttura si fa più ariosa, poco preoccupata di riempire la scena con elementi di paesaggio o di genere. Convincenti rimandi appaiono l’Isola Tiberina di Stoccarda (Staatsgalerie), databile intorno al 1700, per la resa luminosa e la definizione dell’agglomerato e degli edifici, e il Tevere a San Giovanni dei Fiorentini (Aix en Provence, Musée Granet), datato 1715; ulteriore indizio, le teste dei nuotatori nel fiume che compaiono identiche in diversi dipinti di Van Wittel.
Mario Marubbi

© Copyright 2017 by Fondazione Cariplo. Tutti i diritti riservati
Esclusivamente i contenuti della collezione online di artgate-cariplo.it sono disponibili secondo una licenza CC BY-SA