opere in mostra

Opere in mostra

 

Giuseppe Bernardino Bison – Arrivo del Bucintoro in Bacino il giorno dell’Ascensione e Regata sul Canal Grande

Giuseppe Bernardino Bison – Arrivo del Bucintoro in Bacino il giorno dell’Ascensione e Regata sul Canal Grande
Giuseppe Bernardino Bison – Arrivo del Bucintoro in Bacino il giorno dell’Ascensione e Regata sul Canal Grande

Giuseppe Bernardino Bison

(Palmanova, 1762 - Milano, 1844)
 

a. Arrivo del Bucintoro in Bacino il giorno dell’Ascensione
b. Regata sul Canal Grande, 1800-1810

olio su tela incollata su faesite, 53 x 76,5, 53 x 71,5 cm
Cremona, Pinacoteca Ala Ponzone, invv. 1959, 1960


Le due vedute entrarono nelle collezioni civiche cremonesi nel 1894 con il lascito di Vincenzo Favenza, antiquario cremonese con bottega a Venezia, già ascritte a Giuseppe Bernardino Bison. Forse per essere esposte nelle sale del palazzo del Comune di Cremona, dove non hanno mai avuto l’attenzione meritata, sono state ignorate anche dalla più recente riscoperta del pittore veneto. La loro funzione meramente decorativa le ha sostanzialmente private dell’interesse degli studiosi, senza considerare che le due tele si trovano anche in uno stato di conservazione non ottimale, con vernici opacizzate e purtroppo irrigidite da un inopportuno fissaggio su faesite. Stante questa situazione, se è fuori dubbio l’accoglimento del tradizionale riferimento d’autore, sarà però necessario attendere una loro pulitura per una più attenta valutazione degli aspetti stilistici e cronologici. Per quanto non sia possibile sminuire l’opera di Bison a mero fenomeno epigonico rispetto alla straordinaria stagione del vedutismo veneziano, nondimeno essa aiuta a comprenderne la persistenza sui tempi lunghi e la vitalità nell’adattamento di questo fortunato genere a forme ormai moderne di revival storicistico, non ultima quella del souvenir da viaggio, come è documentato anche dalla riduzione a “cartolina” di una Regata sul Canal Grande di soggetto identico a quello della seconda tela e già facente parte di un album di viaggio di Henrietta Vernon contessa di Warwich (Magani 1997, pp. 46-47 e fig. 7 a p. 41). È in questo ambito che Bison si cimenta con la tradizione settecentesca, e tuttavia non ripartendo dalla camera ottica, ma piuttosto dalle famose acqueforti di Antonio Visentini (1688-1782) tratte dai capolavori di Canaletto nelle due raccolte Prospectus Magni Canalis Venetiarum (1735) e Urbis Venetiarum prospectus celebriores (1742). La prima delle due vedute è tratta dal dipinto di Canaletto ora nelle collezioni reali inglesi e corrisponde all’incisone di Visentini Bucentaurus et Nundinae Venetae in die Ascensionis, tav. XIV dell’edizione del 1735. La scena è sul bacino di San Marco, affollato da barche e gondole nel giorno dell’Ascensione, per il ritorno del Bucintoro in molo, dopo che il doge ha celebrato lo sposalizio di Venezia con il mare a San Nicolò a Lido. La veduta è nota da diversi testimoni bisoniani: un esemplare, su tavola di dimensioni più ridotte, figurava già nella mostra romana del 1942 (Mostra di Giuseppe Bernardino Bison 1942, p. 22 e fig. 43); un altro su tela e di piccole dimensioni (28,2 x 39,3 cm), già in collezione Serra a Genova, è oggi in collezione Baroni a Londra (D’Anza 2012, p. 213 n. 90). La seconda tela rappresenta invece la Regata sul Canal Grande, sempre tratta da un’acquaforte di Visentini (Nauticum certamen cum Prospectu, ab Aedibus Balborum ad Pontem Rivoalti, tav. XIII dell’edizione del Prospectus del 1735), realizzata intorno al 1734, ultima incisa di questa prima serie insieme con quella della festa del Bucintoro di cui costituisce il pendant, tratta da un dipinto di Canaletto datato intorno al 1733, sempre di proprietà della corona inglese a Windsor Castle. La regata, uno dei momenti più spettacolari della ritualità veneziana, è ambientata nel braccio del canale che da palazzo Balbi, qui visibile sulla sinistra festosamente addobbato, si spinge fino al ponte di Rialto, affollato di barche a sei o a otto remi (bissone, peote, margarote e balotine), sfarzosamente adornate dalle famiglie patrizie o dalle consorterie delle arti. Palazzo Balbi, situato “in volta di canal”, segnava il punto di arrivo della regata e qui veniva eretto, su chiatte di legno, un sontuoso padiglione con baldacchino colonnato (la “macchina”) che si vede appena in primo piano a sinistra, dove prendeva posto la giuria per le premiazioni. Gli equipaggi in gara partivano dalla punta di Castello e percorrevano tutto il Canal Grande fino al ponte della Croce, dove giravano attorno al “paleto” rifacendo il percorso all’inverso fino alla “macchina”, dove avveniva la premiazione. Anche con questa veduta Bison si cimentò parecchie volte: oltre al citato foglio-souvenir per Henrietta Vernon, un esemplare su tela era esposto alla mostra del 1942 (Mostra di Giuseppe Bernardino Bison 1942, p. 22 n. 48) e un’altra a tempera, su carta intelata, figurava alla mostra goriziana del 1995 (F. Magani, in Ottocento di frontiera 1995, p. 121). Infine un’altra replica dei due pendants è comparsa recentemente sul mercato antiquario (Caiati Milano). Per quanto riguarda la datazione delle due tele, e pur nella difficoltà di esprimersi stante lo strato di vernice ingiallita, si potrebbe pensare a una collocazione al primo decennio dell’Ottocento, ma sarà necessario attendere una pulitura per una valutazione più oggettiva.
Mario Marubbi

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