opere in mostra

Opere in mostra

 

Giuseppe Natali (?) – Capriccio architettonico con retro di palazzo e Capriccio architettonico con arco di trionfo

Giuseppe Natali ( ) – Capriccio architettonico con retro di palazzo e Capriccio architettonico con arco di trionfo
Giuseppe Natali ( ) – Capriccio architettonico con retro di palazzo e Capriccio architettonico con arco di trionfo

Giuseppe Natali (?)

(Casalmaggiore,1654 - Cremona, 1720)
 

a. Capriccio architettonico con retro di palazzo
b. Capriccio architettonico con arco di trionfo, 1680-1700

olio su tavola intelata, diam. 27 cm
Cremona, Pinacoteca Ala Ponzone, inv. 291


Le due tele non hanno finora conosciuto sufficiente attenzione da parte degli studiosi per lo loro eccentrica collocazione. Il loro recupero dalle sale del Palazzo Comunale di Cremona, reso possibile in occasione di questa mostra, potrà servire in futuro a una loro migliore conoscenza ed eventualmente a perfezionarne l’attribuzione che qui si propone. A prima vista si tratta di una coppia di sovrapporte, in seguito riutilizzate come quadri da stanza. Entrambe le tele mostrano un taglio angolare, in modo da facilitare una prospettiva diagonale, e in tutti e due i casi il pittore mette in scena una straordinaria composizione architettonica con edifici fantastici popolati da macchiette, che vanno sfumando verso giardini, rovine e uno sfondo di paese. La prima tela (inv. 1961) mostra presumibilmente la fronte secondaria di un palazzo con doppio loggiato ad angolo e una terrazza cinta da balaustra con statue; all’estremo margine destro si intravede parte di una architettura con una colonna tortile su alto plinto, mentre in lontananza sono alcune fabbriche in rovina e un paesaggio. La seconda (inv. 1962) raffigura un arco di trionfo che apre su una veduta di scorcio di un palazzo con terrazza e scalea che degrada verso un parco. In entrambi i dipinti piccole figure velocemente tratteggiate animano la complessità di questi spazi, ma appare subito evidente la disparità qualitativa tra questi inserti figurativi di modesta fattura, e invece la straordinaria disinvoltura nel padroneggiare lo strumento prospettico- matematico. Se ne deduce che l’autore di queste tele dovesse essere un abilissimo quadraturista e, data la compressione degli elementi, anche probabilmente in grado di sviluppare prospettive di grandi dimensioni e in vasti spazi. A giudicare dal disegno architettonico si direbbe anche ben informato sulle regole del quadraturismo classico bolognese, e, a quanto pare di capire, a conoscenza delle più spettacolari ville barocche della Lombardia spagnola (Isola Bella, Lainate, Castellazzo di Bollate). Considerando poi il fatto che i dati materici delle due tele sono del tutto coerenti con la tradizione locale, le osservazioni fin qui esposte possono trovare convergenza sulla figura di Giuseppe Natali, il principale esponente del quadraturismo cremonese e capostipite di una florida impresa familiare che fu attiva anche nei contigui territori, lombardi ed emiliani. Alcuni elementi o parti di composizioni architettoniche qui evidenziate ritornano anche in molte quadrature di Natali: colonne binate o archi sorretti da pilastri tetrastili si trovano nella quadratura del Collegio dei Gesuiti, volute schiacciate in San Sigismondo, colonne tortili su alti plinti in Santa Teresa a Piacenza. Se a tutto ciò si aggiunge che negli antichi inventari del palazzo Ala Ponzone sono menzionati quattro pezzi di “architetture in paesaggio” con riferimento d’autore a “Natali”, ben si comprende che la possibilità di riferirgli queste due tele è più che una suggestione, anche se al momento non si conoscono altre prove di questo tipo su cui portare il confronto.
Mario Marubbi

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