opere in mostra

Opere in mostra

 

Herri met de Bles (detto il Civetta) - San Giovanni a Patmos

Herri met de Bles (detto il Civetta)   San Giovanni a Patmos
Herri met de Bles (detto il Civetta) San Giovanni a Patmos

Herri met de Bles (detto il Civetta)

(Dinant, 1500/1510 - Liegi [o Ferrara?], 1555 circa)
 

San Giovanni a Patmos, 1540 circa
olio su tavola, diam. 25,8 cm
Cremona, Pinacoteca Ala Ponzone, inv. 290


Rispetto al tondo precedente, quest’altro dipinto di Bles sembra documentare una fase più avanzata della cronologia del pittore, e viene collocato dalla più recente critica intorno al 1535-1540. Alla veduta rialzata di costruzione ancora patiniriana si sostituisce qui una visione più ravvicinata, con lo spuntone di roccia con albero in primo piano a sinistra a funzionare da repoussoir, e lo scoglio su cui san Giovanni ha la sua visione a destra. Più oltre sulla costa dell’isola si distende la città, col porto e i suoi monumenti, e a sfumare il consueto paesaggio a volo d’uccello con montagne che digradano verso l’orizzonte. Nel cielo, entro uno squarcio di nubi, la Madonna appare all’evangelista assorto nella scrittura e affiancato dall’aquila. L’iconografia del dipinto si rifà alla visione dell’Apocalisse, tema trattato da Civetta anche in due altre tavole, di formato rettangolare, una nel Museo di Belle Arti di Anversa e l’altra nella Galleria Alberoni di Piacenza. Rispetto a entrambe –verisimilmente precedenti al tondo cremonese – la narrazione appare qui più compatta e l’orizzonte meno profondo, mentre l’idea dello scoglio su cui è seduto il santo vi è ripresa fedelmente. La diversa conduzione pittorica del paesaggio, più approssimata e sommaria rispetto alle altre due versioni, ma anche in confronto all’altro tondo della collezione Ala Ponzone, suggerisce effettivamente una datazione differenziata e piuttosto tardiva, forse da collocare poco oltre il 1540, pur se non vi è motivo di dubitare dell’autografia del Civetta, dovendosi addebitare allo stato di conservazione la minor qualità esecutiva rispetto all’altro tondo. Pure il generale accordo cromatico è piuttosto diverso, intonandosi a tonalità più calde e senza più mostrare la predilezione per i verdi intensi e gli azzurri profondi di memoria patiniriana. Per quanto riguarda l’episodio narrato, curiosamente non compare qui il dragone a sette teste nell’atto di fronteggiare la Vergine che è invece presente in entrambe le tavole di Anversa e Piacenza.

Mario Marubbi

 

 

© Copyright 2017 by Fondazione Cariplo. Tutti i diritti riservati
Esclusivamente i contenuti della collezione online di artgate-cariplo.it sono disponibili secondo una licenza CC BY-SA