opere in mostra

Opere in mostra

 

Jan Frans Van Bloemen (copia da) – Paesaggio con lago e tempio classico

Jan Frans Van Bloemen (copia da) – Paesaggio con lago e tempio classico
Jan Frans Van Bloemen (copia da) – Paesaggio con lago e tempio classico

Jan Frans Van Bloemen (copia da)

(Anversa, 1662 - Roma, 1749)
 

Paesaggio con lago e tempio classico, 1690-1750
olio su tela, 100 x 150 cm
Milano, Collezione Cariplo, inv. AF00903AFC


Il dipinto, che si presenta ancora in prima tela, rivela sul verso alcuni rattoppi con garze di restauro. È stato acquistato dalla Cassa di Risparmio delle Province Lombarde il 27 febbraio 1968 alla Galleria d’Arte Cerruti di Milano come opera da riferire all’ambito del celebre pittore veneto Sebastiano Ricci, e come tale è riprodotto sul libro dei Tesori d’arte nelle banche lombarde del 1995. Più corretto l’orientamento della scheda di Lea Salvadori Rizzi nel catalogo della Fondazione Cariplo, dove il Paesaggio è riconosciuto come replica da un modello di Jan Frans van Bloemen (1662-1749), artista originario di Anversa che dopo un soggiorno in Francia e una breve esperienza lavorativa nella Torino di Vittorio Amedeo II, prende dimora quasi stabile a Roma, già a partire dalla fine degli anni ottanta del Seicento. Durante i lunghi decenni passati nell’Urbe – dove riesce ad assistere alla successione di ben otto pontefici – Van Bloemen diviene uno dei più apprezzati promotori del paesaggismo di stampo classicheggiante e pastorale, nel solco della tradizione inaugurata da Lorrain e Poussin, e prima ancora da Annibale Carracci e Domenichino. Non si può sottoscrivere tuttavia il giudizio di autografia espresso dalla Salvadori Rizzi: il dipinto della Fondazione Cariplo è una copia abbastanza fedele, e simile anche nelle dimensioni, dal Paesaggio con figure (La sera) di Van Bloemen conservata alla villa d’Este di Tivoli, in deposito dalla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma (inv. 917; cfr. Busiri Vici 1974, n. 173). Rispetto all’originale, nel Paesaggio della Fondazione Cariplo è molto semplificata la resa delle figure – che non hanno il guizzo e la leggerezza, tutta in punta di pennello, degli abitanti delle vedute di Van Bloemen – e la vegetazione del primo piano. Completamente stravolto il rapporto tra le distanze: il lago e gli edifici sulla sponda più lontana conquistano spazio e tutti i piani della rappresentazione, in generale, sono avvicinati al punto di visione. Il risultato annulla l’effetto digradante che fa apparire infinite le lontananze nei dipinti di Van Bloemen. Caratteristica che ha fatto conquistare al pittore il soprannome di “Orizzonte” con il quale firmava orgogliosamente le sue tele.
Stefano Bruzzese

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