opere in mostra

Opere in mostra

 

Pietro Ronzoni – Due Paesaggi

Pietro Ronzoni – Due Paesaggi
Pietro Ronzoni – Due Paesaggi

Pietro Ronzoni

(Sedrina, 1781 - Bergamo, 1862)
 

a. Paesaggio con scena classica (La Primavera)
b. Paesaggio con danza classica (L’Autunno), 1824

olio su tela, 39 x 52 cm (ciascuno)
Cremona, Pinacoteca Ala Ponzone, inv. 402, 403


Le due tele sono una autorevole testimonianza della pittura di paesaggio di Pietro Ronzoni, importante pittore bergamasco che negli anni di formazione romana aveva avuto modo di avvalersi degli insegnamenti del mantovano Giovanni Campovecchio (1754-1804), considerato il principale pittore di paesi a Roma sul finire del Settecento, contestualmente attingendo alle fonti del paesaggismo classicista di Lorrain e Poussin e agli esempi delle sue più recenti interpretazioni (Granet, Verstappen, Voogd). Rientrato in patria nel 1809, Ronzoni ebbe modo di affinare una propria sensibilità che in breve lo portò a essere il maggiore specialista lombardo del genere e il cantore incontrastato di una nuova Arcadia. In tal modo egli seppe sapientemente coniugare, come mostrano le due tele cremonesi, la tradizione del paesaggio ideale, appreso dai maestri del passato, con il sentimento nuovo di un naturalismo scientifico. Un punto di equilibrio che connota radicalmente e distingue la pittura di Ronzoni dagli altri maestri del paesaggismo della prima metà dell’Ottocento, ma che demarca però anche il limite della pittura ronzoniana, sostanzialmente incapace di approdi più moderni in senso romantico, alla Canella, o più profondamente realistici, come farà Piccio. Lo si comprende molto bene nelle nostre tele, come ha inteso mostrare Bernardo Falconi, a partire dall’invenzione in qualche modo ricalcata su clichés “alla Lorrain”, come il contrasto tra il controluce del primo piano con le piccole figure panneggiate all’antica e gli effetti di luce sui prati, gli alberi, le nubi dorate in lontananza. Le due tele, secondo le testimonianza dell’epoca, risalgono al 1824, potendosi identificare in quelle inviate a Cremona nel 1824 al pittore-restauratore Giovanni Battista Galli ([Grasselli] 1827, p. 128). Dall’Accademia di Belle Arti di Verona, dove allora risedeva Ronzoni, certificava il 9 marzo di quell’anno Domenico Della Rosa, maestro di pittura, che “li due quadri dipinti su tela rappresentanti uno l’Autunno e l’altro la Primavera sono opere d’invenzione del vivente Professore di Pittura Pietro Ronzoni, e che in conseguenza possono liberamente trasmettersi a Cremona diretti al Sig. Giovanni Galli” (Rea, Zanardi Ricci 1992, p. 315). Ne consegue dunque che il soggetto dei dipinti sarebbe una allegoria delle stagioni: della Primavera l’inv. 402 (a), in cui alcune fanciulle, su un prato in riva a un fiume, recano cesti e ghirlande di fiori a una divinità incoronata; dell’Autunno l’inv. 402 (b), in cui alcuni giovani in prossimità di un altare, presumibilmente dedicato a Dioniso, danzano al suono di un tamburello.
Mario Marubbi

© Copyright 2017 by Fondazione Cariplo. Tutti i diritti riservati
Esclusivamente i contenuti della collezione online di artgate-cariplo.it sono disponibili secondo una licenza CC BY-SA