opere in mostra

Opere in mostra

 

Pittore Fiammingo – L’assedio di Anversa

Pittore Fiammingo – L’assedio di Anversa
Pittore Fiammingo – L’assedio di Anversa

Pittore Fiammingo

(prima metà del XVII secolo)
 

L’assedio di Anversa, inizio del XVII secolo
olio su tela, 103,5 x 145 cm
Cremona, Pinacoteca Ala Ponzone, inv. 1401


La tela appartiene a una serie di quattro, tutte databili agli inizi del Seicento, che in tempi antichi dovettero entrare nelle collezioni dei conti Ponzoni. Le altre tre tele rappresentano un Banchetto (inv. 1402), una Kermesse (inv. 1403) e un Mercato presso un porto (inv. 1404). Per quanto tutte assegnabili ad ambito fiammingo, difficilmente possono essere state concepite insieme, sia per l’apparente diversità di esecuzione che per l’occasionalità e diversità di contenuti. Oltretutto esse rivelano una qualità stilistica piuttosto modesta, forse derivante dalla dipendenza di modelli a stampa non ancora individuati. Delle altre tele solo la Kermesse pare in qualche modo collegarsi all’Assedio: se non altro per la linea di orizzonte molto rialzata e per l’apertura panoramica di una piazza animata da figure in festa che ha lo stesso taglio della veduta a volo d’uccello sulla città di Anversa. Come dichiarato dal cartiglio, l’episodio narrato risale al 9 luglio 1584, alla vigilia dell’assedio alla città da parte dell’esercito spagnolo capitanato da Alessandro Farnese a seguito della adesione della città alle Provincie Unite che si erano ribellate a Filippo II. Consapevole delle difficoltà di un assedio convenzionale, il Farnese fece costruire un ponte sulla Schelda a valle di Anversa per bloccare i rifornimenti di acqua e viveri alla città dal mare. Dopo un anno di assedio, il 17 agosto 1585 la città, affamata, si dovette arrendere. Furono concessi dieci giorni ai protestanti per lasciare le loro abitazioni e riparare nelle Provincie Unite, dopo di che l’esercito spagnolo vi fece il suo ingresso trionfale. La veduta è presa da sud: in primo piano sono le mura e le porte della città, all’interno della cerchia svettano i campanili e le torri. Più oltre la Schelda si snoda tortuosa verso il mare, il cui corso però è sbarrato dal ponte fatto erigere dal Farnese presso il villaggio di Lillo. Una stampa annessa all’Assedio e racquisto d’Anversa di Cesare Campana, stampato a Vicenza nel 1595, restituisce una veduta simile ma presa da nord. Probabilmente in base a simili fonti incisorie Francesco Mochi realizzò la tavola bronzea con l’Assedio di Anversa per il monumento equestre ad Alessandro Farnese di Piacenza. La veduta qui effigiata può ben essere considerata un genere intermedio tra la veduta vera e propria e la sua semplificazione e schematizzazione con evidente finalità topografica e documentale. Il genere non era affatto nuovo nella pittura olandese, dal momento che lo stesso taglio e lo steso sistema di definizione cartografica, con tanto di toponimi sovrascritti, è documentato fin dal 1500 circa nella famosa tela del Rijksmuseum di Amsterdam con l’Inondazione di santa Elisabetta realizzata dal Maestro di Santa Elisabetta per documentare la terribile invasione del mare che il 19 novembre 1421 inondò le terre intorno a Doordrecht.
Mario Marubbi

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