opere in mostra

Opere in mostra

 

Pittore Olandese – Paesaggio fluviale

Pittore Olandese – Paesaggio fluviale
Pittore Olandese – Paesaggio fluviale

Pittore Olandese

(seconda metà del XVII secolo)
 

Paesaggio fluviale, metà del XVII secolo
olio su tavola, 66 x 98 cm
Cremona, Pinacoteca Ala Ponzone, inv. 2135


Un breve lembo di terra strappato alle acque, dove stanno due figure in atteggiamento contemplativo, è il punto di osservazione di un paesaggio fluviale in prossimità della foce: in lontananza rade e basse terre emergono al confine tra il fiume e il mare. Sulla riva opposta un barcaiolo si avvicina a terra presso un fondaco chiuso tra due alti edifici rustici. Poco più oltre alcune case, una chiesa e la banchina dove sono attraccate due barche con la vela abbassata; una terza ha appena preso il largo verso il mare. Uno squarcio tra nuvole pesanti lascia filtrare una luminosità diffusa all’orizzonte, creando un effetto di controluce rispetto al primo piano in ombra, e dividendo nettamente il dipinto in due zone cromatiche: quella in primo piano, tra terra e fiume, dove prevalgono i bruni, i toni ocra e i verdi, di contro a quella del cielo che sfuma nelle tonalità dei grigi, dei cerulei e dei violetti. Si tratta di uno schema ben attestato nella produzione Jan Van Goyen (1596-1656), grande innovatore del paesaggio olandese, cui forse sarebbe da riferire la sigla che appare in calce al dipinto, anche se si tratta molto probabilmente di una aggiunta (o di una manomissione) con finalità promozionali. Van Goyen ebbe in effetti un ruolo decisivo nella svolta naturalistica del paesaggio olandese del XVII secolo, sviluppando una sensibilità atmosferica che egli tratta con sapiente riduzione cromatica a poche tonalità essenziali con preferenza per i toni freddi e spenti, con forti effetti luministici – spesso in controluce – e con tagli particolari sovente a orizzonti ribassati. Il suo insegnamento presuppone inoltre una innovativa vastità dell’orizzonte e la presenza limitata della figura umana. Per quanto tali elementi effettivamente si possano qui riscontrare, una esecuzione più corsiva e alcune debolezze del segno pittorico suggeriscono di cercarne l’autore nella cerchia dei pittori attivi ad Haarlem che ne subirono l’influenza a seguito del suo soggiorno nel 1617-1618. Tra di essi il nome che più si avvicina all’invenzione della tavola cremonese è quello di Jan Coelenbier (Kortrijk, 1610 circa, - Haarlem, 1680), sia per l’affinità di invenzione che per gli schemi ricorrenti in molte vedute fluviali del suo repertorio, anche se ancora non si è riusciti a colmare gli ampi margini di dubbio che ostano a una definitiva assegnazione dell’opera al suo catalogo.
Mario Marubbi

© Copyright 2017 by Fondazione Cariplo. Tutti i diritti riservati
Esclusivamente i contenuti della collezione online di artgate-cariplo.it sono disponibili secondo una licenza CC BY-SA