opere in mostra

Opere in mostra

 

Antonelli, Quarto progetto per la cupola di San Gaudenzio a Novara

REPROARCHISTATO 1
REPROARCHISTATO 1

ALESSANDRO ANTONELLI

(Ghemme, Novara, 1798 - Torino, 1888)
 

Quarto progetto per la cupola di San Gaudenzio a Novara, 1859
metà sezione verticale e metà prospetto, divisi longitudinalmente; matita, inchiostro nero e acquerello colorato (grigio chiaro e scuro, bruno, ocra, azzurro), 86 x 193 cm
Novara, Archivio di Stato, LV/32-3 (incorniciato)


Il disegno del quarto progetto per la cupola di San Gaudenzio, prodotto dall’architetto Alessandro Antonelli intorno alla metà del 1859, stravolge completamente quanto sembrava invece già precisamente definito nella precedente elaborazione redatta quattro anni prima. Questa proposta introduce infatti importanti modifiche formali e innovazioni statiche sostanziali. La nuova versione raddoppia gli ordini architettonici del prospetto, inserisce quindi un nuovo stilobate – con relativo secondo peristilio sovrapposto – mentre l’intero impianto strutturale si evolve con grande originalità e innovazione tecnica. La struttura si affina progressivamente configurandosi sempre più come una composizione di concezione ‘metallica’, cioè intimamente assimilabile all’essenza propria delle costruzioni in acciaio ma, sia ben chiaro, mantenendo assolutamente la propria autentica anima laterizia. I mattoni vengono utilizzati in modo rivoluzionario grazie a tecniche costruttive d’avanguardia. Assumono quindi forme inusuali che costituiscono elementi davvero originali per le costruzioni murarie tradizionali. Diventano paragonabili ai tipici profilati metallici, realizzano centinature, costoloni, distanziali, e i tamponamenti si alleggeriscono negli spessori diventando diaframmatici, sottili, nervati e traforati come nelle lamiere effettive. La cupola si trasforma sostanzialmente in un’ossatura scheletrica essenziale, sfrutta i materiali più per forma, piuttosto che per sezione resistente, diventa l’esempio reale e concreto del nuovo metodo costruttivo: il ‘sistema antonelliano’. Questo progetto, però, viene tenuto nascosto dall’architetto. Non viene quindi presentato ufficialmente. L’enorme diversità della proposta – in confronto a quanto finora già approvato – sarebbe stata, infatti, certamente rifiutata dalla committenza: per l’aumento dei costi e per lo spirito troppo ardito che incarnava. Meglio aspettare tempi più adatti per sperare di far comprendere l’effettiva portata della nuova straordinaria concezione.
Franco Bordino

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