opere in mostra

Opere in mostra

 

Antonelli, Disegno portici

REPROARCHISTATO 7
REPROARCHISTATO 7

ALESSANDRO ANTONELLI

(Ghemme, Novara, 1798 - Torino, 1888)
 

Progetto di portici da ricavarsi nel fianco destro del corso di porta Sempione a Novara nell’eseguire l’approvato Allargamento, i quali circodando la piazza esagona si dirigono alla stazione della ferrovia inalzati a cavaliere dello Stradone, 1857
pianta e prospetti del progetto; matita, inchiostro nero e acquerello colorato (grigio chiaro e scuro, rosa), 104,5 x 67 cm firmato e datato in basso a destra: “Torino il 21 novembre 1857 / P. Alessandro Antonelli”; scale metriche
Novara, Archivio di Stato, LV/27, c (incorniciato)


Risale al 3 dicembre 1856 il progetto che l’amministrazione comunale novarese aveva affidato all’architetto Paolo Gaudenzio Rivolta (1818-1873) per “l’allargamento del Corso di Porta Sempione”, l’attuale corso Cavour. Questi, con una risoluzione molto tradizionale del problema costituito dall’eccessiva ristrettezza dell’asse viario – in alcuni punti tale da impedire addirittura l’incrocio di due carri – aveva elaborato una proposta che fu in seguito effettivamente realizzata in diverse fasi costruttive. Il progetto prevedeva esclusivamente l’abbattimento di una porzione degli edifici che si affacciavano sulla via, con arretramento degli stessi e rifacimento dei relativi prospetti. In contrapposizione a questa proposta presentata del collega – ritenuta banalmente limitata – Antonelli propone immediatamente un intervento che diventa il paradigma di una visione culturalmente progressista per la vita della città moderna e generatore d’innovazione sociale, di respiro europeo. Il consiglio comunale, il 2 dicembre 1857, approva con unanime soddisfazione l’originale idea firmata dell’architetto. Partendo dalla stazione ferroviaria inaugurata da soli tre anni, la realizzazione dell’ipotesi progettuale avrebbe collegato, attraverso un porticato centrale al viale e continuo, dapprima l’attuale piazza Cavour, anch’essa contornata da nuovi portici che disimpegnavano la “circonvallazione” e da qui, senza interruzione, il centro della città. Si sarebbero così favoriti notevolmente i percorsi pedonali, predisposti al riparo e coperti, invitata la cittadinanza a un utilizzo attivo degli spazi pubblici, e si sarebbe promossa la partecipazione attraverso una valorizzazione architettonica d’avanguardia, stimolante e di sicuro interesse. Il progetto era studiato fin nei minimi dettagli, anche di arredo urbano, prevedeva un’ordinata ubicazione delle insegne dei negozi e addirittura la precisa dimensione per la sporgenza delle stesse vetrine, i colori e i materiali per il disegno delle curatissime e subliminali pavimentazioni attive, fino ad arrivare a programmare le successive opere di manutenzione e decoro generale. Tuttavia, nonostante l’approvazione entusiastica del progetto, non se ne fece nulla e il tutto si bloccò definitivamente alla prima difficoltà subentrata per i necessari espropri e indennizzi. L’uomo sarebbe stato veramente il protagonista al centro del progetto, ma la meschinità dei soli interessi economici ha avuto naturalmente il sopravvento.
Franco Bordino

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