opere in mostra

Opere in mostra

 

Delleani, L’alpe

037 Delleani
037 Delleani

LORENZO DELLEANI

(Pollone, Biella, 1840 - Torino, 1908)
 

L’alpe, 1880-1885
olio su assicella, 31 x 42 cm firmato sul verso al centro, stampiglio: “Opera di Lorenzo Delleani - Per autenticazione - L. Bistolfi”
Novara, Galleria Giannoni, inv. GG134, donazione 1938 (Archivio Musei Civici, Inventario 22 aprile 1963, p. 9)


Dei cinque dipinti di Lorenzo Delleani appartenenti alla collezione Giannoni, L’alpe, insieme ad altri due, Paesaggio (GG135) e Spiaggia (GG133), reca sul retro l’autenticazione di Leonardo Bistolfi, scultore e amico dell’artista. Appartengono tutti alla produzione più tipica del pittore, toccata già al suo apparire da un ampio favore di mercato e di critica (Marini 2008, p. 14-16) e costituita da una prolifica serie di dipinti su assicella, prove della capacità istintiva di Delleani a cogliere con immediatezza intuizioni pittoriche en plein air. Dopo vent’anni consacrati alla pittura di genere in costume e ai soggetti di rievocazione storica, l’artista, a partire dalla tela Quies presentata all’Esposizione Nazionale di Milano del 1881 e considerata il punto di svolta verso il naturalismo, cambia infatti registro per dedicarsi totalmente al paesaggio, sotto l’influsso dell’arte di Fontanesi e del paesismo verista piemontese. La sua attività si divide tra una produzione destinata alle attese dell’ufficialità e una forma di pittura coltivata in privato, che raccoglie, sotto forma di “appunti” per le tele di maggior impegno, gli aspetti del territorio biellese, da Pollone al lago di Morozzo, della riviera ligure e degli scorci di Torino. Queste tavolette fanno la loro comparsa dapprima nella sede espositiva minore del Circolo degli Artisti di Torino del 1880 e, in maniera massiccia, solo nel 1882 in occasione dell’Esposizione Generale dei Prodotti del Circondario di Biella (Maggio Serra 2008, p. 44). A spingerlo in questa direzione devono aver avuto gioco anche i coevi nuovi orientamenti della critica in ambito torinese che, smontando le posizioni antiveriste, propugnavano la pittura di Avondo e Fontanesi. Nella tavoletta della Galleria Giannoni si riconoscono i caratteri del personale approccio di Delleani al dato naturale, colto con immediatezza e vivace rapidità di esecuzione. L’apertura della distesa erbosa è resa in una successione di verdi luminosi e trasparenti, che fissano il rapporto colore-luce-atmosfera. La stesura alterna pennellate fluide e scorrevoli a tocchi più minuti e direzionati, si coagula in alcuni punti, si contorce e si arruffa nei corpi nuvolosi sullo sfondo. Gli espedienti tecnici rivelano l’intenzionalità del pittore di tradurre in velocità l’intuizione pittorica, colta in flagranza del dato visivo.
Susanna Borlandelli

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