opere in mostra

Opere in mostra

 

Formis, La raccolta del fieno

024 GG 550
024 GG 550

ACHILLE FORMIS (ACHILLE BEFANI, DETTO )

(Napoli, 1832 - Milano, 1906)
 

La raccolta del fieno, 1880-1900
olio su assicella, 30 x 60 cm firmato in basso a destra: “AB. Formis”
Novara, Galleria Giannoni, inv. GG550, donazione 1935 (Archivio Musei Civici, Inventario 22 aprile 1963, p. 35)


Il dipinto giunge nelle collezioni civiche novaresi nel 1935, unitamente a Montanara (GG430), attualmente esposto in Galleria Giannoni, di cui condivide le dimensioni e il particolare taglio orizzontale, non inconsueto nella produzione dell’artista. Pur nella scelta differente del supporto (olio su assicella per il primo e olio su tela su cartone il secondo), le due immagini, nelle intenzioni del collezionista, devono essere intese come interpretazioni complementari di vita agreste fra loro dialoganti, risultando registrate, fin dall’allestimento del 1935, nella medesima sala (VII, rispettivamente ai nn. 44 e 48). Dal punto di vista compositivo risulta caratterizzante l’adozione di una linea d’orizzonte altissima, che limita il cielo a una sottile striscia superiore di colore, schiacciando e avvicinando le figure al terreno, come a sottolinearne il legame con lo spazio fisico del proprio lavoro. Sono riconoscibili cinque donne, colte nel ritmo lento e continuo dell’operazione del taglio, determinato dalle lunghe impugnature dei loro attrezzi agricoli, e con i larghi cappelli calati in testa a proteggersi dal sole. Sullo fondo emergono a mezzo busto le figure di due braccianti intenti nella stessa operazione. Formis affronta con una certa continuità temi appartenenti al ciclo del lavoro nei campi o alle attività legate alla pastorizia, soggetti che a partire dagli anni ottanta del secolo fanno il loro ingresso ufficiale nelle rassegne nazionali, anche in opere di grande formato. Spunti tematici in tal senso possono essere rintracciati in Alla vanga di Arnaldo Ferraguti, esposto alla Triennale di Milano del 1891 e pervenuto al Museo del Paesaggio di Verbania (A. Scotti Tosini, in Arnaldo Ferraguti 2006, pp. 110-113), e nelle opere del lombardo Francesco Filippini presentate nella stessa esposizione, La strigliatura della canapa e Il maglio, entrambe alla Pinacoteca di Brera, che affrontano temi di pittura sociale ambientate in scene d’interni (Valotti, in Dei monti e dei laghi 2012, pp. 124-125, 126-127). I ricorrenti echi millettiani presenti in questa produzione vengono da Formis stemperati entro suggestioni paesistiche, meditate attraverso l’adesione al naturalismo lombardo, di cui il pittore conosce e frequenta i principali esponenti. Dopo la formazione presso l’Accademia di Napoli, Achille Formis, non ancora trentenne, si trasferisce infatti a Milano, entrando quindi in contatto con la cerchia degli artisti attivi nei dintorni del lago Maggiore, sotto l’egida di Filippo Carcano, e stringendo amicizia in particolare con Eugenio Gignous.
Susanna Borlandelli

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