opere in mostra

Opere in mostra

 

Gignous, La chiesa di Pecetto a Macugnaga

035 Gignous
035 Gignous

EUGENIO GIGNOUS

(Milano, 1850 - Stresa 1906)
 

La chiesa di Pecetto a Macugnaga, 1892-1897
olio su tela, 40 x 28,5 cm firmato in basso a destra: “E. Gignous”
Novara, Galleria Giannoni, inv. GG185, donazione 1930 (Archivio Musei Civici, Inventario 22 aprile 1963, p. 13)


Il dipinto, unitamente ad altri due paesaggi dell’autore, entra a far parte delle collezioni civiche con il legato del 1930, testimoniando l’attenzione di Giannoni per l’inserimento nella sua collezione delle varie declinazioni regionali del naturalismo, individuate attraverso i luoghi di attività dei maestri più rappresentativi. Partito da premesse scapigliate e da un’intensa frequentazione con Tranquillo Cremona e interessato fin dalle prime prove degli anni settanta ai soggetti rustici e ai paesaggi, Eugenio Gignous approfondisce l’indagine sugli aspetti di variazione della luce en plein air. Fondamentali in tal senso sono i rapporti con la Scuola di Rivara e soprattutto con il caposcuola del naturalismo lombardo Filippo Carcano, che nel 1879 lo conduce sul lago Maggiore. Gignous, stabilitosi con la famiglia a Stresa dal 1887, entra in contatto con altri pittori, tra cui Leonardo Bazzaro, Mosè Bianchi, Achille Formis, Achille Tominetti, con cui condivide luoghi e comunanza di ricerche, confrontandosi in una più libera interpretazione della realtà naturale. Si dedica con assiduità al paesaggio del lago, che diventa il suo soggetto privilegiato, mentre nella stagione estiva preferisce spostarsi verso il Mottarone, sopra Gignese, o nelle valli dell’Ossola, salendo fino alle pendici del monte Rosa e al passo del Sempione, documentato anche attraverso riprese fotografiche (Nicholls 1994, p. 201, figg. VII-VIII). All’ultimo decennio del secolo datano alcune vedute della valle Anzasca, con una serie di scorci di Macugnaga, località dove il pittore è solito soggiornare negli anni che vanno dal 1892 al 1897, indicazione utile per la cronologia del dipinto novarese (L. Mantovani, in La Galleria Paolo e Adele Giannoni 1993a, p. 161). Più che l’abitato di Pecetto, soggetto trattato in diverse tele di quegli anni, nel paesaggio acquistato da Giannoni è possibile ravvisare la chiesa vecchia nell’antica località di Dorf, nella frazione di Staffa. Elemento distintivo risulta il massiccio campanile romanico, aperto su ogni lato da bifore. L’attenzione riservata da Gignous a queste vedute ossolane è consacrata alla Promotrice di Torino del 1897, quando da parte del Ministero della Pubblica Istruzione viene acquistato il dipinto Monte Rosa. Macugnaga, oggi alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (Ginex 1990, p. 851). Da ultimo vale ricordare che la località di Macugnaga ricorre anche nella pittura di Francesco Filippini, di cui può essere esempio Il piano di Macugnaga (Milano, Collezione della Provincia di Milano) ed episodicamente in quella di Leonardo Bazzaro (Baite a Macugnaga, Milano, Collezione Cariplo).
Susanna Borlandelli

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