opere in mostra

Opere in mostra

 

Luigi Ashton, Scorcio del castello di Cannero

029 MC 1742
029 MC 1742

LUIGI ASHTON

(Firenze, 1824 - Milano, 1884)
 

Scorcio del castello di Cannero (Scorcio di castello sul lago), 1845
olio su tela, 34,50 x 44 firmato e datato sulle pietre del molo: “Ashton L. 1845”
Novara, Musei Civici, inv. MC1742, donazione Bonola 1979


Insieme all’altro dipinto di analogo soggetto (MC1743), la tela confluisce nelle collezioni civiche novaresi con la donazione Bonola del 1979 e ne condivide le vicende espositive: nel 1988 era collocata nella sala XI, nel 1993 nell’ex direzione (corpo a sud, palazzo del Podestà), nel 2004 nella sala VII. Il dipinto è entrato a far parte dell’esposizione permanente solo nel 2011, nella sala al piano terra (Sezione 1. L’Accademia a Novara: copia e invenzione - copia e invenzione nella veduta prospettica e nel paesaggio), ed è attualmente conservato nei depositi dei Musei Civici. Sono stati gli studi condotti da Aurora Scotti e Sergio Rebora finalizzati al riallestimento dell’intera collezione novarese del 2011 che hanno portato alla definizione del soggetto raffigurato in questa veduta, sciogliendo le incertezze che ancora compaiono negli inventari del museo. La tela, firmata e datata da Luigi Ashton, fratello di Federico, riprende una composizione piuttosto consueta in questa tipologia di vedute, in cui edifici variamente articolati disposti lungo un’unica direttrice prospettica trovano equilibrio nello spazio libero e luminoso del lago che si apre a destra. La quinta architettonica, che si accentrata nel massiccio torrione, è animata dal gruppo di persone in transito, con muli o asini. In questa veduta il pittore ha affiancato all’interesse per il vero e alla trascrizione minuziosa dei particolari degli edifici la ricerca di una luminosità calda e avvolgente, che conferma la sua attenzione per gli effetti di luce derivatagli da Giuseppe Bisi, suo maestro presso l’Accademia di Brera di Milano. In Milano l’artista aveva fissato la propria residenza trovando nella bellezza del paesaggio e nella variabilità della luce dei vicini laghi un continuo motivo di ispirazione.
Emiliana Mongiat

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