opere in mostra

Opere in mostra

 

Nunes Vais, Ancora un bacio

011 GG118eps
011 GG118eps

ITALO NUNES VAIS

(Tunisi, 1860 - Firenze,1932)
 

Ancora un bacio, 1885
olio su tela, 105 x 65 cm firmato in basso a sinistra: “I. Nunes Vais”; sul vagone: “s. f.; / t=5530; tra”
Novara, Galleria Giannoni, inv. GG118, donazione 1930 (Archivio Musei Civici, Inventario 22 aprile 1963, p. 8)


La tela fu presentata per la prima volta a Milano nel 1885, in occasione dell’esposizione annuale braidense, dove raccolse un certo consenso da parte del pubblico, tanto è vero che nel numero di ottobre de “L’Illustrazione italiana” era riprodotta a piena pagina. Quando invece Giannoni si sia procurato il dipinto – che giunse alle civiche raccolte novaresi nel 1930, con il primo legato del collezionista – e soprattutto quali fossero le ragioni del suo interesse per un’opera che non rientrava del tutto nei suoi gusti di raccoglitore e appassionato d’arte, al momento non è dato sapere. Nato a Tunisi, ma discendente da una famiglia di origine livornese, Nunes Vais si formò a Firenze sotto la guida di Stefano Ussi e di Niccolò Barabino e terminò i suoi studi a Napoli, dove nel 1880 fu allievo di Domenico Morelli. A differenza di molti artisti gravitanti a Firenze in quegli anni, egli rimase estraneo alla pittura dei macchiaioli, ma non fu insensibile alle più generali ricerche sul vero e sulla natura che si stavano conducendo un po’ in tutta la penisola. All’impegno iniziale nei soggetti di storia risorgimentale – è del 1882 il Garibaldi a Tangarog del Museo del Risorgimento di Milano – si affiancò ben presto l’interesse per i temi e le figure della vita contemporanea, categoria alla quale appartiene anche la tela della Giannoni. Il taglio moderno della scena, che risente anche delle ricerche della fotografia, isola un frammento della quotidianità metropolitana, giocando sul contrasto tra il bacio affettuoso delle due donne – una madre in partenza e la figlia che la saluta calorosamente salendo per un momento sul predellino – e il ritmo incalzante della vita contemporanea. Questo spunto è tradotto dall’artista attraverso una pittura di grande compostezza e di particolare nitore formale, che si serve della severa disciplina disegnativa appresa in accademia, integrandola con una timida attenzione al dato naturale. Il felice compromesso raggiunto da Nunes Vais nel dipinto novarese tra la novità del tema e un’esecuzione di fatto tradizionale non resse a lungo, lasciando progressivamente il posto a una produzione marcatamente di genere, che vede svariare l’artista dai prediletti motivi orientalisti sino alle opere di ambientazione settecentesca, con fortunate incursioni nella ritrattistica e nella pittura di paesaggio.
Paolo Plebani

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