opere in mostra

Opere in mostra

 

Pompeo Marchesi, Bozzetto per il monumento a Carlo Emanuele III

01 POMPEO MARCHESI
01 POMPEO MARCHESI

POMPEO MARCHESI

(Saltrio, Varese. 1783 - Milano, 1858)
 

Bozzetto per il monumento a Carlo Emanuele III per il Broletto di Novara, 1829
acquarello su carta, 60 x 60 cm
Novara, Musei Civici, inv. MC2908


Il bozzetto, ora collocato in palazzo Cabrino nell’ufficio del sindaco, identificato e datato nel 1992, presenta il monumento raffigurante il sovrano Carlo Emanuele III collocato nel cortile del complesso monumentale del Broletto. Sullo sfondo compare la facciata settecentesca del Palazzo dell’Arengo, molto diversa dall’attuale perché derivata dagli interventi di restauro del 1928-1935. Dopo aver accettato l’incarico, deliberato dell’amministrazione civica il 2 giugno 1828, lo scultore già nel 1829 aveva inviato a Novara due bozzetti che raffiguravano il sovrano abbigliato in due modi diversi. In uno era “vestito alla foggia dei suoi tempi”, nell’altro, cioè nel bozzetto esposto, era “abbigliato alla greca”. Venne scelto il primo, non ritrovato, il cui abbigliamento era stato ritenuto più adatto per un monumento che doveva onorare Carlo Emanuele III (1701- 1773), primo Savoia a regnare su Novara, non come un eroe ma come portatore di pace e di progresso. La grande statua, infatti, per il significato simbolico che rivestiva era considerata l’elemento più importante del complesso programma celebrativo pubblico ideato da Francesco Antonio Bianchini e Giacomo Giovanetti in base al quale, attraverso le decorazioni plastiche, veniva dichiarata la fedeltà della città alla dinastia sabauda e, nel contempo, si rendeva omaggio a quei novaresi che avevano operato per il progresso della città. Anche le statue scolpite da Marchesi erano state due. Una prima versione, già completata nel 1834 e conservata nel suo studio, era andata completamente distrutta in un incendio. È documentata da una litografia che l’incisore Gallo Gallina (1796-1874) aveva ricavato da un disegno dal vero eseguito nel 1832 durante una visita all’amico scultore, conservata nell’Archivio di Stato di Novara (fondo Disegni e Stampe, cass. X, n. 6). L’incisione permette di constatare come non vi siano state modificazioni iconografiche o volumetriche fra la statua perduta e la seconda versione, che eseguita fra il 1834 e il 1837 giunse a Novara in tempo per essere inaugurata il 4 novembre 1837, giorno del compleanno di Carlo Alberto. Diversa, rispetto a quella che appare nell’acquarello, è anche la collocazione del monumento, scelta dopo un ampio dibattito nel quale era stato coinvolto il pittore Pelagio Palagi: non più il Broletto, ma la nuova piazza, ora largo Puccini, ricavata nella zona ovest, nell’area dove si stavano svolgendo i lavori di ampliamento urbano. Diverso il luogo e diverso il significato. La statua, prima scultura pubblica cittadina realizzata attraverso una sottoscrizione, venne posizionata con la parte frontale rivolta verso il Portico Nuovo dei Mercanti, edificio ancora in costruzione ma già decorato con 14 medaglie di cittadini illustri. Attraverso le dimensioni e il significato dell’iconografia e delle epigrafi inserite sul basamento del colosso marmoreo Giacomo Giovanetti, supervisore del progetto nonché membro del consiglio cittadino e consigliere del sovrano, stava comunicando ai novaresi, attraverso il linguaggio sottile dei simboli, la linea politica moderata che avrebbe guidato le scelte dello stato sabaudo. Linea da lui elaborata unitamente a Carlo Alberto ma condivisa da pochi cittadini: il processo di innovazione economico e sociale sarebbe stato controllato dal governo centrale e non completamente gestito dai poteri locali, come invece avrebbe desiderato la classe dirigente a cui il messaggio, suggerito dalla decorazione scultorea pubblica, era rivolto.
Emiliana Mongiat

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