opere in mostra

Opere in mostra

 

Sala, Sul Lago di Mergozzo

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PAOLO SALA

(Milano, 1859-1924)
 

Sul lago di Mergozzo, 1910-1915
olio su tela, 92 x 132 cm firmato in basso a sinistra: “Paolo Sala”
Novara, Galleria Giannoni, inv. GG377, donazione 1930 (Archivio Musei Civici, Inventario 22 aprile 1963, p. 25)


Il dipinto, pervenuto alle collezioni civiche novaresi nel 1930 con la prima donazione, presenta un soggetto molto caro al pittore, al quale si era accostato soprattutto dopo il 1915, anno in cui aveva acquistato dal pubblicista Giacomo Raimondi una villa a Mergozzo. Le atmosfere dai colori tenui e avvolgenti che caratterizzavano la villa con vista sul lago, dove Sala trascorreva l’estate e l’autunno, erano diventate lo spunto per numerose opere, come il delicato acquerello Sulla terrazza della villa di Mergozzo, donato anch’esso da Giannoni nel 1930 e datato al 1915-1920 (GG552), ora nei depositi dei Musei Civici. Il dipinto, assegnato da Aurora Scotti e Sergio Rebora agli anni compresi fra il 1910 e il l915 ed esposto nel percorso permanente della Galleria Giannoni (Sezione 5. L’età del naturalismo attraverso le scuole regionali italiane, Lombardia, sala 5), rivela forti influenze simboliste. Il paesaggio lacustre, di grande respiro, presenta una gamma cromatica tutta giocata sui toni del rosa e del violetto che, addensandosi nella zona montana, lascia il primo piano nella penombra del controluce. Sulla riva tre figure, tra cui un donna ripresa di spalle col bambino in braccio – che compare anche in un acquerello della Civica Galleria d’Arte Moderna di Bellinzona (Ginex 1990, n. 38) –, osservano una barca che sta prendendo il largo, fra onde dai riflessi colorati. Il dipinto è opera della maturità, eseguito da Paolo Sala dopo aver svolto con successo la professione pittorica unitamente a quella di architetto, alle quali si era preparato seguendo le indicazioni del padre e studiando con Camillo Boito all’Accademia di Brera, dopo aver viaggiato in Sud America, Russia, Londra e Parigi e dopo aver fondato nel 1910 a Milano la Società degli Acquarellisti lombardi. Pertanto l’opera della collezione novarese raccoglie ed esprime tutto ciò che l’artista aveva acquisito sul piano tecnico e culturale durante i lunghi anni di lavoro: in essa l’artista supera la raffigurazione del reale e affida all’immagine una visione più intima e mentale, nella quale l’acqua e la barca, illuminate dai toni violacei della sera, diventano metafora dell’avventuroso viaggio nel mare della vita.
Emiliana Mongiat

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