opere in mostra

Opere in mostra

 

Tafuri, A merenda

023 Tafuri
023 Tafuri

RAFFAELE TAFURI

(Salerno, 1847 - Venezia, 1929)
 

A merenda, 1895-1905
olio su tela, 51 x 71 cm firmato in basso a destra: “R. Tafuri /Venezia”; sul verso, al centro etichetta cartacea a stampa: “Galleria Pesaro - Milano”.
Novara, Galleria Giannoni, inv. GG419, donazione 1930 (Archivio Musei Civici, Inventario 22 aprile 1963, p. 27)


La provenienza del dipinto corrisponde a quella dell’altra tela di Tafuri in mostra: risulta infatti esposto alla monografica dell’artista organizzata nel 1918 presso la Galleria Pesaro di Milano, condizione condivisa anche dal bozzetto per il quadro La spia (GG 418), ugualmente pervenuto nella collezione Giannoni. La scena rappresenta un interno contadino, parzialmente illuminato da due finestre che si aprono sullo sfondo, inquadranti un gruppo di figure, di età differenti, raccolte intorno a una rustica mensa, con un fuoco acceso. Tutto il primo piano del dipinto è invece occupato da un mucchio di foglie secche, fra cui emergono due ceste riempite da pannocchie, suggerendo l’impressione che il lavoro di sfoglio della meliga sia stato momentaneamente interrotto per consumare un pasto frugale. Partendo da un generico richiamo ai soggetti privilegiati dalla pittura realista francese, Tafuri costruisce una scena di genere, incentrata su una particolare osservazione del vero, aneddotica e disimpegnata, in linea con la produzione del suo primo soggiorno veneziano, quando più diretti appaiono i riferimenti alla pittura di Giacomo Favretto. Non del tutto estranea, tuttavia, alla formulazione dell’ambientazione dell’opera appare la conoscenza di alcuni ragguardevoli modelli, in primo luogo del prototipo divisionista fornito da Le due madri di Segantini, eseguito nel 1889 e presentato alla Prima Triennale di Brera del 1891, esposizione alla quale partecipa anche Raffaele Tafuri. La presenza delle figure della vecchia al centro e della madre che tiene fra le braccia il proprio bambino sulla destra, pur senza comportare valenze simboliste del tutto estranee all’autore, può tuttavia essere accostata ad altre proposte emerse nelle esposizioni milanesi coeve. Si pensi al dipinto di Giovanni Battista Ciolina dal titolo Il filo spezzato, che sviluppa il tema delle tre età della vita e del quale in Galleria Giannoni è presente uno studio (GG382), da porre in relazione alla realizzazione della grande tela, presentata a Brera alla Terza Triennale del 1897.
Susanna Borlandelli

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