opere in mostra

Opere in mostra

 

Veduta del Duomo romanico di Novara, stampa

002 MC97 La Cattedrale di Novara nel 1830, di Chapugn
002 MC97 La Cattedrale di Novara nel 1830, di Chapugn

JEAN-BAPTISTE (?) ARNOUT

(Digione, 1788 - Parigi, 1865 circa) esecutore
 

NICOLAS MARIE JOSEPH CHAPUY

(Parigi, 1790-1858) disegnatore
 

Veduta del duomo di Novara, 1840 circa
litografia, 29,2 x 44,7 cm Iscrizioni: “Style Primarie”; in centro: “Le Moyen Age Monumental et Archéologique/Italie. Archit. Romane, ad: VIII° au X° Siècle”; in basso a sinistra: “Chapuy del/Paris pubblié par A. Hauser boul. des Italiens, 11”; didascalia: “Cathédrale del Novane/n.69”; in basso a destra: “Arnout lit.: Imp. Lemercier Bernard et C”
Novara, Musei Civici, inv. MC97, acquisto Commissione Conservatrice Musei, 1956


La litografia, entrata a far parte del patrimonio artistico novarese nel 1956, riproduce la facciata del duomo e parte delle strutture dell’antistante quadriportico prima degli interventi e degli abbattimenti antonelliani del 1854-1863 e del 1864-1869. Il foglio, ora conservato nella Casa Museo Rognoni, nel 1993 era esposto nella sala dedicata al medioevo del Museo Civico allestita al primo piano del palazzo dei Paratici, sul lato est del cortile del Broletto, ala ora occupata dalla Galleria Giannoni. Questa incisione, di cui è nota anche una copia colorata all’acquerello, fa parte della corposa raccolta di vedute eseguita da Arnaud su disegno di Nicolas M. J. Chapuy, pubblicata a Parigi da A. Hauser intorno al 1840 (secondo altre fonti 1835) con il titolo Le Moyen Age Monumental et Archéologique. Chapuy aveva iniziato la sua carriera come architetto del Corpo del Genio francese ma, a causa delle suo bonapartismo, dopo il 1815 aveva dovuto orientarsi verso una nuova attività. Così, utilizzando la sua abilità grafica, si era dedicato all’illustrazione di paesaggi e monumenti, lavorando su commissione dapprima per editori attivi nel campo dell’archeologia e, dopo il 1823, per le pubblicazioni dedicate ai colti viaggiatori ottocenteschi. Già Maria Laura Tomea Gavazzoli ha sottolineato come l’incisione novarese, come tutte le altre che compongono i numerosi Album con illustrazioni di Nicolas M. J. Chapuy dedicate agli edifici storici antichi, sia stata realizzata utilizzando i disegni che l’architetto francese aveva eseguito osservando direttamente il monumento durante uno dei suoi numerosi viaggi fuori dai confini nazionali, da lui compiuti dopo il 1830 non solo in Italia ma anche in Germania, Svizzera e Spagna. La tavola dedicata alla cattedrale di Santa Maria, infatti, è inserita nella sezione Italie. Architecture Romane, fra gli edifici appartenenti allo “style primaire” che connota quelli costruiti fra l’VIII e il X secolo. È da considerarsi una trascrizione dal vero molto precisa, eseguita secondo i nuovi criteri filologici di osservazione dell’architettura medievale che in Francia, già a questa data, avevano sostituito quelli legati al gusto romantico per il pittoresco. L’attenzione filologica seguita da Chapuy nel riprodurre la facciata del duomo, poi distrutta, diventa ancora più evidente se la si confronta con altre di soggetto analogo. Per esempio con la litografia del piemontese Lorenzo Pedrone, stampata nel 1837 sul volume Viaggio Romantico Pittorico delle Provincie occidentali dell’Antica e Moderna Italia dell’Avvocato Modesto Paroletti, o con quella di Teofilo Ladner pubblicata dai Fratelli Doyen a Torino nel 1852, conservata nei Musei Civici novaresi (MC1782), nelle quali prevalgono caratteri illustrativi. Per ritrovare la stessa attenzione verso gli elementi architettonici e decorativi dell’antica facciata occorre riferirsi agli schizzi eseguiti da Alberto Colla nel 1864, appena prima della demolizione imposta dalla ricostruzione antonelliana, conservati presso l’Archivio di Stato di Novara (Disegni, ctl. VI, nn. 10-11, già fondo Museo, b. 314).
Emiliana Mongiat

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