opere in mostra

Opere in mostra

 

F.G. Ménageot - Ritratto della famiglia Tiepolo

Ritratto della famiglia Tiepolo
Ritratto della famiglia Tiepolo

Françoise-Guillaume Ménageot

(Londra, 1744 – Parigi, 1816)

 

Ritratto della famiglia Tiepolo, 1801
olio su tela, 203 x 163 cm
firmato e datato in basso a sinistra: “MENAGEOT PINXIT 1801”
Ferrara, Collezione d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara

 

Nel 1793 numerosi artisti francesi, in disaccordo con la scelta rivoluzionaria, si allontanarono da Roma a causa della crescente tensione politica che culminò con l’assassinio di Hugo de Bassville, diplomatico della Repubblica Francese presso lo Stato Pontificio e protettore dei giacobini romani, e alla presa e all’incendio di Palazzo Mancini, sede dell’Accademia di Francia. Tra gli esuli che non rientrarono in patria vi furono François-Xavier Fabre e Jean-Baptiste-Frédéric Desmarais che si stabilirono a Firenze, mentre Françoise-Guillaume Ménageot, direttore dell’Accademia dal 1787, si rifugiò a Vicenza dove risiedevano altri illustri emigrati come il marchese Vibraye, ambasciatore di Luigi XVI in Danimarca, Calonne e Talleyrand.
Tra gli animatori del salotto intellettuale di Élisabeth Vigée-Lebrun e, in stretti rapporti di consuetudine nella capitale pontificia con l’ambasciatore del Re, il cardinale De Bernis, Ménageot trovò rapidamente protezione nell’ambiente vicentino, ospite del conte Camillo Valle, un nobile dilettante di pittura conosciuto durante gli anni romani.
Alla fine del suo lungo soggiorno a Vicenza, interrotto solo nel 1797 in occasione della nomina a professore all’Accademia di Belle Arti di Firenze, si colloca il Ritratto della famiglia Tiepolo, datato 1801, e quindi eseguito poco prima del definitivo trasferimento di Ménageot a Parigi, dove partecipò all’assemblea dei professori delle Scuole nazionali di pittura e scultura l’11 maggio dello stesso anno. La nobile famiglia Tiepolo, dedita al commercio della seta, è ritratta in una studiata composizione neoclassica nella quale le figure sono fermate nella loro dimensione familiare semplice e quotidiana, la dolcezza degli sguardi e dei gesti conferiscono alla scena un’atmosfera di serenità domestica. Dallo sfondo bruno emergono, in un elegante accostamento, le vesti bianche e color malva dei bambini e l’abito candido della giovane nobildonna, forse identificabile in Elena Tiepolo Milan Massari, raffinata e colta protettrice degli artisti, che diventa il fulcro dell’opera grazie all’accensione cromatica della stola di seta rossa.
I riferimenti di questo straordinario ritratto, intimo e delicato, sono ritracciabili nella pittura di Angelica Kauffmann, cui il pittore aveva reso omaggio in due dei suoi più celebri dipinti di storia, quali La morte di Leonardo da Vinci alla presenza di Francesco I (Amboise, Musée de l’Hôtel de Ville) e L’ultimo saluto di Cleopatra alla tomba di Antonio (Angers, Musée des Beaux-Arts), presentati al Salon rispettivamente nel 1781 e nel 1785. In seguito al suo trasferimento a Vicenza il pittore rinnova il proprio linguaggio artistico grazie al confronto diretto con le opere della grande tradizione veneta, raggiungendo i suoi esiti più originali con La Sacra famiglia durante la sosta in Egitto (1796) per il santuario di Monte Berico, nella quale intreccia in un sapiente equilibrio le istanze della cultura neoclassica romana con il colorismo veneziano.
Elena Lissoni

 

© Copyright 2017 by Fondazione Cariplo. Tutti i diritti riservati
Esclusivamente i contenuti della collezione online di artgate-cariplo.it sono disponibili secondo una licenza CC BY-SA