opere in mostra

Opere in mostra

 

P.G. Batoni - Sir Charles Watson

Sir Charles Watson
Sir Charles Watson

Pompeo Girolamo Batoni

(Lucca, 1708 – Roma, 1787)

 

Sir Charles Watson, 1775
olio su tela, 99,7 x 75,8 cm
firmato e datato in basso a sinistra “P. BATONI ROMAE./ PINXIT AN. 1775”
Lucca, Collezione d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca

 

Charles Watson, figlio di Charles (1714-1757), vice ammiraglio della marina inglese e già comandate in capo della flotta delle Indie orientali, fu creato baronetto all’età di nove anni, nel 1760, a titolo di ricompensa per il contributo del padre nel mantenimento della supremazia navale britannica. Diplomatosi presso la Christ Church di Oxford nel 1769, è plausibilmente identificabile con il “Watson” o “Weston” registrato a Firenze e a Venezia nel giugno del 1775 (E. Peters Bowron 2008, p. 308), lo stesso anno nel quale Pompeo Batoni esegue il suo ritratto.
Nel corso degli anni settanta, il pittore aveva raggiunto il suo definitivo riconoscimento come ritrattista privilegiato dei giovani aristocratici inglesi, scozzesi e irlandesi che giungevano a Roma durante quel viaggio di formazione, detto Grand Tour, che li portava in Italia per godere della mitezza del clima, lo splendore del paesaggio, ma soprattutto per ammirare i capolavori dell’arte antica.
Diversamente da molti suoi connazionali, che amavano farsi ritrarre accanto alle antichità più famose in un colto gioco di citazioni, il giovane Charles Watson sceglie di farsi effigiare in un costume cosiddetto alla Van Dick, stretto in un farsetto marrone scuro, mantello e bottoni dorati, mentre tiene in una mano il cappello con il fiocco anch’esso color oro e le piume di struzzo. Il costume che rievocava gli anni trenta del Seicento, epoca durante la quale Antoon Van Dick era attivo presso la corte di Carlo I, aveva riscosso uno  straordinario successo in Inghilterra alla metà del secolo successivo, come ricorda Horace Walpole nella sua cronaca di un ballo in maschera svoltosi nel 1742 in Vauxhall Gardens a Londra (H. Walpole 1937-1983, XVI, p. 339).   
Convenzione alla moda presso gli artisti inglesi, il Vandyke dress giunse nello studio di Batoni forse su sollecitazione dei viaggiatori, o più probabilmente per il tramite di Thomas Jenkins, allievo del ritrattista Thomas Hudson. Si trattava di una moda destinata a trascorrere nello spazio dell’ottavo decennio del secolo, entro il quale si collocano anche i ritratti di Sir Wyndham Knachbull Wyndham, sesto baronetto (1758-1759, Los Angeles, County Museum of Art) e di Thomas William Coke, poi primo conte di Leicester (1773-1774, Norfolk, The Earl of Leicester and the Trustees of the Holkham Estate).
Nel Ritratto di Sir Charles Watson il pittore fa sfoggio di una precisione quasi filologica nella definizione di ogni aspetto del costume che risalta sullo sfondo neutro, esibendo un’eccezionale tecnica nella resa particolarmente accurata, quasi tattile, delle sete cangianti e del colletto di trine. Alla consapevole ricerca dell’effetto pittorico, Batoni unisce la sua particolare abilità nel ritrarre i lineamenti del giovane, colto mentre volge la testa da un lato in una posa di estrema naturalezza che conferisce alla figura un vivo senso del movimento.
Elena Lissoni

 

 

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